La rabbia di acconciatori ed estetisti: inaccettabile un altro mese di stop, a rischio 49mila occupati

Durissima la reazione di Confartigianato di fronte all'annunciata riapertura del settore di cura alla persona il prossimo 1 giugno

TORINO -

Gravi le  ripercussioni del lockdown sul mondo dell'estetica e della cura della persona, uno dei settori che aprirà per ultimi. Dal parrucchiere all'estetista al massaggiatore. Impossibile il distanziamento imposto dalle misure di contenimento della diffusione del virus. Anche se i professionisti, da sempre, adottano misure di igienizzazione e sterilizzazione.  E sono pronti a fare di più, purché possano riaprire. 

I mesi primaverili sono quelli di maggior lavoro e quindi maggior guadagno per questo settore, in particolare per cerette, epilazioni definitive, trattamenti estetici e di bellezza.

Sempre in queste settimane, si è parlato molto anche del fenomeno degli abusivi, già esistente in questo settore ma esploso proprio da quando è iniziato il lockdown. Parrucchiere ed estetiste cha hanno lavorato in casa o che sono andate a fare trattamenti estetici, colorazioni o taglio di capelli nelle case delle loro clienti.  In nero e senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie.

Ecco che l'annuncio del Premier di una riapertura di queste attività non prima del 1 giugno - perché è evidente che si sta navigando a vista e si dovrà vedere cosa succederà nelle prossime settimane - ha creato una rabbia enorme tra le decine di migliaia di professionisti della cura della persona in Italia.

“Incomprensibile e inaccettabile”. È questo il commento del segretario generale di Confartigianato  Cesare Fumagalli al timing annunciato da Conte nel suo intervento in diretta del 26 aprile.

Con senso di responsabilità – sostiene Fumagalli –  abbiamo elaborato e presentato tempestive proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale pulizia, sanificazione. Proposte che penalizzano fortemente le nostre possibilità di ricavo, ma siamo consapevoli della loro necessità. Non abbiamo ricevuto alcuna risposta. E ora non accettiamo che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per la ripresa nostre attività, con tutto il rispetto per i musei  che non scappano, che non possono essere fruiti dagli stranieri e che non rischiano il fallimento. Del resto, al 1° giugno cosa potremo fare di più rispetto ad oggi in termini di sicurezza? Si può far stare fermi, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? No, non ci stiamo. Finora siamo stati alle regole, ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non l’accettiamo”.

Confartigianato ha calcolato che l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e della concorrenza sleale degli abusivi nei mesi di marzo, aprile e maggio causerà alle imprese di acconciatura e di estetica una perdita economica di 1.078 milioni di euro, pari al 18,1% del fatturato annuo. Sarà molto difficile evitare ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi mettono a rischio il lavoro di 49mila addetti del settore.

Il settore benessere è esasperato - spiega il presidente regionale di CNA Benessere Giuseppe Sciarrino -. Le nostre attività sono ferme da due marzo e non possono attendere ancora. In tutto l’anno segneremo una perdita secca del 40% sul nostro fatturato, se aggiungiamo a quanto perso finora anche la riduzione del 50% dei passaggi che vedremo nei prossimi mesi a causa delle nuove regole del distanziamento sociale”.

Siamo una categoria a rischio, è vero, ma siamo anche molto attrezzati per garantire la sicurezza di clienti e operatori - ha aggiunto Monica Percelsi, presidente regionale dell’Estetica per CNA Benessere - Da sempre sanifichiamo, sterilizziamo strumenti e lavoriamo con protezioni, abbiamo spazi adeguati e con pochi accorgimenti i nostri centri possono ripartire. Noi dobbiamo aprire. Non possiamo più permetterci il blocco”.

Ricerca in corso...