La Svizzera teme che l'Italia precetti i frontalieri che lavorano nella sanità oltre confine

In Canton Ticino il sistema sanitario dipendente fortemente dai lavoratori italiani

locarno -

Ora la Svizzera teme che l’Italia precetti il personale medico-infermieristico italiano che lavora oltre confine per fronteggiare l’emergenze sul territorio del bel Paese.

Il timore emerge oggi nelle risposte del responsabile del Dipartimento degli affari estero svizzero, Ignazio Cassis, che  ad alcuni giornali svizzeri ammette: ‘’Sappiamo che possono farlo. Misure straordinarie possono essere prese quando si è confrontati con problemi straordinari. Non ci farebbero un regalo. Di qui la necessità dei contatti e di concordare con loro le misure. È nel nostro interesse far sì che i professionisti della sanità continuino a lavorare in Svizzera".

Rassicurazioni il responsabile del Dipartimento svizzero le avrebbe già avute dall’Italia.

Come scrive il sito Swissinfo ‘’il sistema sanitario ticinese dipende fortemente dai lavoratori italiani che giornalmente prestano servizio in Ticino. Per dare due cifre, tra i 70.000 frontalieri ci sono anche circa 4.100 lavoratori della sanità. Le ultime statistiche i indicano inoltre che all’Ente Ospedaliero Cantonale (Eoc, ospedali pubblici) il numero di collaboratori frontalieri (medici e infermieri) è di 668 unità, pari quasi al 12% dell’insieme dei dipendenti dell’Eoc’’.

Alcuni politici ticinesi hanno ammesso che “senza i frontalieri le nostre strutture sanitarie si fermerebbero”.

Ricerca in corso...