L’assessore Folino: “Preoccupa seriamente la situazione della scuola”

''Stiamo demolendo una generazione, da un anno i nostri ragazzi sono impediti nel vivere la socialità''

DOMODOSSOLA -

La situazione della Scuola continua purtroppo a preoccupare seriamente.

Nella nostra provincia, dall’11 dicembre, si era riunito il tavolo di lavoro sulla scuola, presieduto dal sig. Prefetto e con la partecipazione di tutti i soggetti interessati, dai trasporti, alla Regione, al Provveditorato agli Studi, terminato dopo diverse riunioni e documenti sottoscritti dalle parti il 4 gennaio 2021, in tarda mattinata.

Si era tutti convinti, per gli istituti superiori, di partire il 7 gennaio con didattica in presenza al 50%. I mezzi di trasporto pronti a gestire ogni aspetto, gli enti locali, tra le quali la città di Domodossola, disponibili a fornire il massimo supporto per il controllo e la verifica del rispetto delle regole. Il mondo Scuola aveva fatto i salti mortali per riorganizzare orari della didattica in presenza e, soprattutto, dell’accesso negli istituti idonei ad evitare assembramenti.

Bene, il 5 gennaio giunge la notizia del rinvio da parte del Governo, con la spinta fondamentale del Ministro Franceschini (che anziché pensare ad aprire i musei, pensa a chiudere le scuole),quindi la doccia fredda della Regione Piemonte, presente al tavolo provinciale, con Ing. Paonessa, che dispone il rinvio al 18 gennaio, per timore dei numeri della curva epidemiologica.

Come Assessore alla istruzione e come padre non posso fare a meno di dirmi amareggiato. Il lavoro dettagliato e corposo fatto sino all’altro giorno è risultato inutile e disatteso. Ho la percezione che la scuola sia, nell’incuranza generale dei decisori principali, la ruota di scorta, sempre pronta ad essere fermata e sempre senza serie prospettive.

Non si può più tacere.

Stiamo demolendo una generazione, da un anno i nostri ragazzi sono impediti nel vivere la socialità, l’ambiente scuola, perdendo cultura ed entusiasmo, abbattendo lo sforzo di Presidi ed Insegnanti.

La DaD è in realtà una fictio dell’insegnamento scolastico, per quanto ne sia almeno un surrogato, che certamente mette a nudo le criticità tecnologiche di questo Paese, ponendo a rischio le famiglie e i ragazzi più in difficoltà socio-economica.

La scuola “chiusa” fa perdere, in prospettiva, PIL, e rischia di disperdere talenti, con implicazioni psicologiche, a volte complesse se non drammatiche.

Ogni istituzione dovrebbe avere come priorità la scuola e i ragazzi, che sono il nostro futuro e che sono coloro che pagheranno i debiti generati anche da questa emergenza.

Orbene, se si continua a temere di svolgere lezioni in presenza ora, cosa si farà laddove, come presumibile, ci fosse un rialzo della curva nei prossimi giorni? La risposta è scontata…

Verrebbe da fare una provocazione, e lo dice uno che nel rispetto della salute ha sempre professato equilibrio tra chiusure e disastri economici, ricordando gli insegnamenti del Prof. Guido Silvestri, illustre scienziato e virologo di Atlanta (USA),nel dibattersi tra i due scogli, il virus e la “morte” economica: se non ci sono le condizioni per aprire la scuola al 50%, allora si decida per la zona rossa sino al raggiungimento delle condizioni idonee per riaprire in sicurezza.

Proposta. Si dimostri, con fatti concreti, che la scuola è la priorità del nostro Paese, collocando gli insegnanti e gli operatori scolastici nelle categorie principali, tra le prime ad essere vaccinate, e si proceda nell’immediato con gli screening promessi. Questo sarebbe un segnale concreto di attenzione.

L’Amministrazione Comunale c’è, con tutta la comunità domese, i genitori e le scuole, per offrire il massimo della collaborazione e del supporto.

L'Assessore all'Istruzione

Daniele Folino

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