Le riflessioni di Padre Michelangelo sulla morte: “Non desidero lacrime, vorrei gioia per tutti”

DOMODOSSOLA -

Conservo ancora un opuscoletto stampato dai padri cappuccini nel 1993 dal titolo “Buon Compleanno Cappuccina 1953 -1993. Fu distribuito in occasione dei 40 anni della Cappuccina dei 45 di sacerdozio e dei 70 anni di Padre Michelangelo. In occasione del decennale della morte di Padre Michelangelo sono andata a rileggerlo e ho trovato tanti pensieri e foto storiche di Padre Michelangelo, una lunga intervista che il padre rilasciò a “Fiamma serafica” che racconta il suo arrivo a Domodossola, ma la mia attenzione si è soffermata in particolare su una pagina che riporta un' omelia di padre Michelangelo nella quale parla della morte e pensa alla sua morte.

Domenica predicando facendo un paragone sulla morte ho detto: la morte è episodio della vita e purché lo vogliamo è episodio esaltante, si cambia casa. Se dicessi il Signor X mercoledì avrà le chiavi dell'appartamento desiderato – riporta padre Michelangelo - sarebbe gioia grande per lui... Se mercoledì Padre Michelangelo morisse è gioia grande per lui (sperandolo in grazia) va nella casa del Padre. Non desidero lacrime, vorrei gioia per tutti, preghiera per tutti.... Il mio corpo nella terra in mezzo ove sono vissuto e ho amato: nel praticello tra lo studio, la Chiesa e la via alla scuola materna, una gettata di cemento...nessuna scritta, un cesto di rose...Si può. Certo il mistero, la gioia della morte avvenimento si prende dalla vita, esige “testamento più ampio”. Ma un pensiero allarga a grandi meditazioni, a più vaste interpretazioni , a conseguenti più vasti discorsi...Ognuno ha tracciato il suo solco reale: con fiori di bene e fiori di male! Gratitudine e pentimento...Esempio e messa in guardia. Il Buon Dio compie il miracolo, ogni uomo giudichi bene per la sua edificazione e per pietà verso di me...se Dio dà vita...andiamo ho fiducia in Dio e nei fratelli. Voglio bene a tutti!.

Una preghiera: quando fossi freddo come il ghiaccio, quando fossi devastatore come il fuoco, quando fossi insensibile come una pietra, quando fossi rovinoso come un'alluvione, quando fossi insensato come un pazzo, quando fossi pestifero, quando fossi empio, rinnegatore, traditore, Signore tu ci sei ancora Santo, Santo... Tu mi vedi io non posso pensare che tu mi abbandoni. Ricordati di questa mia preghiera ...Richiamami, perseguitami, battimi, ricongiungimi a te in Amore, in ravvedimenti, in risurrezione, in grazia”.

Rileggere queste frasi a distanza di anni dalla sua morte ha ravvivato in me il ricordo del modo di essere di padre Michelangelo, della sua fiducia nella Provvidenza, della sua capacita di scuotere le coscienze.

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