L’ippocastano di Cimamulera ha bisogno di cure

L'albero monumentale è stato aggredito da un fungo

cimamulera -

L’albero simbolo di Cimamulera, l’ippocastano che si erge maestoso e domina la piazza antistante la chiesa parrocchiale è in sofferenza sia per la prolungata siccità sia perché sembrerebbe essere stato colpito da un fungo.
La segnalazione arriva da Patrizia Martellini, ricercatrice e storica del paese, che scrive: «L’Ippocastano che in paese viene chiamato Castagna d’India è uno splendido esemplare cresciuto in modo armonico, in piena luce e pieno vento; ha un’altezza di 25 m ed una circonferenza ad altezza d’uomo di 4,5 m.
A 5 m di altezza il fusto si divide in cinque grandi branche primarie, con diametri fino a 70 cm, di cui una posta centralmente e le altre disposte a corona, che formano la maestosa chioma.
Dal 2005 l’ippocastano di Cimamulera è stato incluso tra gli Alberi Monumentali della Regione Piemonte.
L’ippocastano o castagno d’India, venne nomenclato da Carlo Linneo come: Aesculus hippocastanum L, 1753 ed appartiene alla Famiglia delle Sapindaceae.
Il termine Aesculus proviene da una pianta che cresce sui monti della Grecia ed era sacra a Giove, d’altronde l’ippocastano è di origine balcanica e venne portato in Europa solo nel 1615. Il termine hippocastanum deriva dal greco híppos (cavallo) e da cástanon (castagno): quindi castagno dei cavalli, perché i frutti venivano dati a cavalli con problemi respiratori.
La domanda che tutti si pongono vedendolo è: quanti anni ha?
Dopo numerose ricerche storiche sembra che l’albero sia stato piantato nel febbraio del 1851, da Don Carlo Parnisetti, nominato Rettore della Parrocchia, che per fare un omaggio ai suoi nuovi parrocchiani aveva piantato 3 alberi di ippocastano, di cui uno solo attecchì.
Quindi da 170 anni dona ombra agli abitanti di Cimamulera, che spesso si siedono sotto il grande albero semplicemente per una “posa” o per chiacchierare tra loro.
La Castagna d’India non è un semplice albero, è un componente della Comunità, che lo ama moltissimo.
Purtroppo da un po’ di tempo un malefico fungo parassita lo ha attaccato e, complice la siccità che
sta colpendo l’Ossola, il Grande Albero è proprio messo male
».

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