Lockdown di Natale: CNA chiede ristori e interventi di sostegno per tutta la filiera alimentare

“Occorre una visione strategica di un settore che da solo rappresenta circa 400 mila imprese”

novara -

Il nuovo decreto legge che stabilisce le regole anti COVID – 19 sugli spostamenti per il periodo delle festività natalizie penalizza fortemente le attività del settore della ristorazione. Le chiusure forzate, soprattutto in questo periodo, peggiorano una situazione già molto difficile, aggravando il danno economico enorme subito dal settore e da tutta la filiera, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, che non può essere compensato dai soli contributi a fondo perduto fin qui previsti.

Per CNA il contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Natale deve valere per le imprese della ristorazione e della produzione primaria, ma anche per quelle della distribuzione e delle attività di filiera indiretta, nel settore alimentare e delle bevande.

"Per sostenere l’HORECA (ristorazione, ospitalità, bar e catering) - dichiara Marco Pasquino, vicedirettore CNA Piemonte Nord - ed evitare il collasso di molte attività economiche, non bastano i ristori, occorre una visione strategica di un settore che da solo rappresenta circa 400 mila imprese, alle quali vanno sommate quelle della filiera diretta: agricoltura, produzione e trasformazione alimentare e bevande, distribuzione alimentare e anche quelle della filiera indiretta, cioè non appartenenti al settore HORECA. Tra queste vi sono, per esempio, le tintolavanderie. Per le imprese penalizzate dal nuovo decreto, chiediamo inoltre altre misure. In particolare l'esenzione delle imposte comunali e regionali, l'ampliamento del plafond di credito dei 30.000 euro garantito dal Fondo Centrale di garanzia e Stato l’allungamento del periodo di estinzione del debito, l'intervento a sostegno degli affitti, in aggiunta al credito d'imposta attuale".

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