Medici di famiglia Vco: “Dove sono i vaccini antinfuenzali?”

Lillo: “Non possiamo continuare la campagna vaccinale. Siamo il primo contatto con il cittadino, non possiamo essere sempre additati come responsabili di disguidi e ritardi”

Verbania -

Ma dove sono i vaccini antinfuenzali? Questo è l’interrogativo che serpeggia ormai da 20 giorni fra i medici di famiglia del VCO, anche gli assistiti continuano a chiedere e aspettano la loro dose di vaccino antinfluenzale.

C’è stata una campagna di sensibilizzazione capillare verso la vaccinazione antinfluenzale con annunci di 1.100.000 dosi acquistate e che sarebbero state distribuite in tranches ben definite: 26 ottobre, 2 novembre, 9 novembre, 16 novembre.

Ma dopo la prima fornitura del 26 ottobre e una più piccola, anzi piccolina; del 6 di novembre, ad oggi nessun medico di famiglia ha la possibilità di continuare la campagna vaccinale.

Ogni giorno, ogni medico riceve innumerevoli telefonate per sapere un esito del tampone, per sapere quando saranno “liberati” da isolamento e quarantena, e poi anche quelle continue richieste: ”E’ arrivato il vaccino?” …e il medico nonostante la prenotazione e la programmazione deve anche scusarsi per non aver ricevuto ancora la fornitura.

Ma dove sono i vaccini antinfluenzali? Certamente non sono “imboscati” nei nostri frigoriferi, come qualcuno diceva, e noi non abbiamo errato la nostra azione organizzata della campagna, forse qualcun altro questa volta ha “toppato”.

Noi non ci siamo mai tirati indietro, con scarso preavviso abbiamo effettuato l’82 % dei test sierologici per il personale docente e non docente per senso di responsabilità e con professionalità per rispondere al bisogno di sicurezza all’apertura delle scuole.

Noi non ci siamo tirati indietro all’invito di “dare una mano” per portare a guarigione un paziente positivo con la richiesta di tampone in decima giornata e in assenza di sintomi da tre giorni.

Noi non ci tireremo indietro quando ci chiederanno di effettuare i tamponi rapidi antigenici ai contatti stretti asintomatici al decimo giorno di isolamento per “liberarli” prima e con la nostra creatività progettuale e autonomia organizzativa lo faremo.

Noi siamo il primo contatto con il cittadino, ma non possiamo essere sempre additati come responsabili di tanti e tanti altri disguidi e ritardi.

Certo la medicina di prossimità deve essere sempre di più valorizzata, rafforzata e potenziata, ma forse, pur enunciando il principio, manca la volontà?.

E non vorremmo mai che ci sia un altro nascosto disegno: quello di far fallire la campagna vaccinale per "incolpare” ancora una volta i medici di famiglia.

Per il Consiglio Direttivo Fimmg

Antonio Lillo

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