Micheal, 23enne di Pieve e il suo giro d'Italia a piedi

PIEVE VERGONTE -

Qualche difficoltà a lavoro, un sogno nel cassetto e il bisogno sfrenato di vivere la vita senza limiti. Così è iniziata la meravigliosa storia di Micheal Zani, ventitreenne di Pieve Vergonte che ha deciso di dare una svolta radicale alla propria vita. Fino allo scorso aprile, Micheal lavorava in una fabbrica di cavi elettrici del suo paese, alternando questo impiego a qualche consegna di pizze come fattorino. Quando la routine ha iniziato ad stargli stretta, il sogno che stava cullando dentro sé da tempo, ovvero vivere una grande avventura, cominciò ad essere una necessità, più che un semplice desiderio. Sentì molte storie di gente che ha scelto di dare un taglio netto alla propria quotidianità e mettersi in cammino, come quella di Darinka Montico, la donna di Baveno partita per il giro del mondo in bicicletta. Una volta preso coraggio, la decisione: avrebbe compiuto il giro dell'Italia a piedi. “Gli ho preparato le carte di licenziamento” racconta Margherita, la sua fidanzata da sette anni, che lo ha coraggiosamente supportato in ogni passo di questo nuovo percorso. “Gli ho detto di provarci anche se tutti erano contro questa sua decisione, perché non sarebbe stato giusto vivere con il rimpianto di non aver tentato”. Inizialmente, i familiari di Micheal temevano le conseguenze di un simile salto nel vuoto, ma con il passare del tempo hanno accettato la volontà del ragazzo. Dal giorno in cui l'avventura è diventata un obiettivo concreto, Micheal e Margherita, che nel frattempo studia per diventare assistente d'infanzia a Milano, hanno progettato il lungo viaggio. In primo luogo, hanno rimediato insieme l'equipaggiamento necessario alla prima grande prova: per allenarsi, Micheal si è messo in cammino da Pieve Vergonte fino a Santa Maria Maggiore, passando poi per la Val Cannobina e per Verbania, prima di tornare nuovamente al proprio paese. Superato il primo step, il 22 aprile ha salutato per l'ultima volta la sua Margherita, la famiglia, e si è messo definitivamente in marcia.

Con sé ha solo l'indispensabile” spiega Margherita. “Un kit di pronto soccorso con farmaci, garze, acqua ossigenata, due borracce per bere, una tenda e un sacco a pelo”. Il viaggio, iniziato da Pieve Vergonte, si è già snodato verso sud, fino alla costa ligure. In questi giorni è arrivato nei pressi di Brugnato, in provincia di La Spezia, e proseguirà lungo tutta la costa tirrenica, per poi arrivare in Sicilia, attraversarla e risalire lo Stivale percorrendo la costa adriatica. Un viaggio impervio, a contatto con la natura, che durerà all'incirca un anno: ogni giorno, Micheal percorre circa 30 km a piedi, facendosi aiutare da un po' di autostop di tanto in tanto, solamente se troppo stanco. Gli bastano cinque euro di spesa al giorno per sfamarsi con frutta, verdura o un panino, mentre per dormire si affida alle associazioni che offrono un posto letto o la possibilità di fare una doccia. Quando è fortunato, può contare sul supporto di qualche amico o di qualche simpatizzante che lo riconosce dopo aver letto articoli come questo, mentre quando va peggio si deve accontentare di tenda e sacco a pelo, ma nulla gli toglie il sorriso. “Dalle foto che mi manda si vede che è felice” afferma soddisfatta Margherita, che a sua volta ha dovuto ambientarsi a questa nuova situazione. “Le prime settimane non sono state semplici, ma ora sto bene”. Prima di salutarla, le chiedo se lei e Micheal temono in qualche modo eventuali ripercussioni future di una scelta così coraggiosa, ma mi risponde sorridente, con una scarica di positività che sembra rendere scontata una domanda non così banale: “Quando tornerà a casa, troverà un nuovo lavoro e ricomincerà”. A volte, per sentirsi vivi e felici, basta essere liberi.

Per seguire il suo viaggio, visita la pagina Facebook: Micheal Zani_Viking tramp

Federico Raso
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