Migranti: l'assessore Cerutti fa il punto. Nel VCO 34 nuovi arrivi

TORINO -

Oggi in Consiglio regionale rispondendo a un’interrogazione sul tema Immigrazione l'assessora Monica Cerutti ha avuto l’occasione per fare il punto della situazione sull’accoglienza ai richiedenti asilo.

Dal 1° gennaio al 4 luglio 2016 sono sbarcati in Italia 71.274 migranti, poco meno del numero di migranti sbarcati lo scorso anno nello stesso periodo (72.756).

Ad oggi i cittadini stranieri presenti nelle nostre strutture di accoglienza sono 132.331, così suddivisi: 14.848 nei centri di prima accoglienza e hot spot, 97.376 nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) e 20.107 nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).

Il 7% sono accolti in Piemonte, 8.883 nei CAS e 967 con lo SPRAR, per un totale di 9.850 presenze ad oggi nella nostra regione. Il 13% si trovano il Lombardia, la Sicilia ne accoglie l’11% mentre Veneto e Campania ne accolgono l’8% a testa.

Nella circolare di ieri della Prefettura di Torino si richiede di predisporre l'accoglienza per 749 nuovi migranti, così suddivisi: 300 a Torino, 124 a Cuneo, 92 ad Alessandria, 78 a Novara, 46 a Asti, 38 a Biella, 37 a Vercelli e 34 a Verbania. In questi nuovi posti la prefettura di Torino ha richiesto al Ministero degli interni di conteggiare anche una percentuale dei 12 nuovi progetti SPRAR che verranno attivati col nuovo bando, per un totale di 145 nuovi posti in provincia di Torino e di ulteriori 155 nel resto del Piemonte. Ciò permette il graduale passaggio dall'accoglienza temporanea CAS a quella strutturale SPRAR, non appesantendo ulteriormente i Comuni che si sono già resi disponibili all'accoglienza.

Per quanto riguarda le nazionalità, il 16% delle persone sbarcate provengono dalla Nigeria, il 12% dall’Eritrea, l’8% dal Gambia, il 7% dalla Costa d’Avorio, 7% anche dalla Guinea e dal Sudan, dalla Somalia il 6% così come il 6% provengono dal Senegal, il 5% dal Mali, il 3% dall’Egitto.

«Nel nostro costante lavoro di coordinamento con sindaci, prefetture e strutture di accoglienza non possiamo non rilevare un problema che sta diventando sempre più grave e di conseguenza sempre più urgente da affrontare. Mi riferisco al numero di dinieghi sempre più in aumento e al popolo di uomini e donne invisibili che questo sistema rischia di creare» - ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all'Immigrazione della Regione Piemonte.

In Piemonte, su un totale di 1.916 decisioni prese dalle Commissioni territoriali nei primi 5 mesi del 2016, le domande rigettate, o che comunque hanno avuto esito negativo, sono state 1.343 mentre quelle con un esito positivo sono state solo 573.

In caso di esito negativo è possibile presentare ricorso presso il Tribunale ordinario, spesso però il diniego viene confermato anche in appello. I tempi di attesa sono molto lunghi, oggi si attestano intorno ai 9 mesi per il primo verdetto della Commissione territoriale, se li sommiamo ai tempi tecnici per presentare la domanda di protezione internazionale, ai tempi per presentare ricorso e poi ai tempi di attesa per avere l’esito del ricorso dal Tribunale ordinario, arriviamo ad un totale di circa 2 anni.

«L’alto numero di dinieghi, unito ai tempi lunghi di attesa, si sta rivelando una pesante spada di Damocle per i ragazzi ospiti, andando a creare un effetto scoramento sia tra i richiedenti asilo che tra gli operatori. Tanti sono stati infatti i casi in cui ragazzi inseriti bene nella comunità ospitante, con un tirocinio avviato e buone possibilità di conferma del posto di lavoro, hanno ricevuto il diniego e di conseguenza visto sfumare la possibilità di assunzione e inserimento lavorativo» - ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all'Immigrazione della Regione Piemonte.

«Per questi motivi non posso che condividere e sostenere la proposta fatta dalla Fondazione Migrantes e la loro richiesta rivolta al Governo di valutare la possibilità di rilasciare un permesso di soggiorno umanitario per le persone in fuga da disastri ambientali, da persecuzione politica e religiosa o da sfruttamento grave, andando così ad evitare che si crei un popolo di invisibili e sfruttati» ha concluso Monica Cerutti. (C.S)

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