Movimento Nazionale contro la decisione della Regione di liberalizzare le aperture dei centri commerciali

TORINO -

TORINO - nei giorni scorsi il PD e il centrosinistra, su proposta della Giunta regionale, ha modificato la legge regionale sul commercio, L.R. 28 del 1999, che regolamentava la possibilità per le amministrazioni comunali di limitare le aperture nei giorni festivi.

Il nuovo articolo di legge recita: “…le attività commerciali in sede fissa sono svolte senza limitazioni di orario di apertura e di chiusura, dell’obbligo della chiusura settimanale e festiva, nonché quello della mezza giornata di chiusura infrasettimanale dell’esercizio”.

Unico soggetto che ha presentato un emendamento per bloccare la liberalizzazione selvaggia degli orari è stato il gruppo del Movimento Nazionale.

È l’ennesimo regalo - dichiara Gian Luca Vignale, Presidente del Gruppo consiliare del Movimento Nazionale - che a Torino, come a Roma, il PD e il centrosinistra fanno alle multinazionali, in questo caso a quelle della Grande Distribuzione. Ancora una volta i diritti dei lavoratori vengono dopo le esigenze della grande impresa”.Nessuno chiede che si torni alle modalità di apertura e chiusura degli anni ’70 -  continua Vignale - ma quando si arrivano a liberalizzare gli orari di apertura con legge regionale in modo più selvaggio della normativa nazionale è davvero incomprensibile”. “Il paradosso sarà che onorevoli, consiglieri regionali e dirigenti del PD sfileranno di fianco a lavoratori obbligati a lavorare di notte, nelle festività per poche centinaia di euro al mese”.

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