Nicolò Bonetti, da Folsogno ad Aberdeen per studiare microbiologia

FOLSOGNO -

Nicolò Bonetti, classe 1999, di Folsogno, ha finito da qualche mese il suo primo anno universitario in Scozia, presso la University of Aberdeen. La sua avventura scolastica all’estero è iniziata dopo la fine del percorso di studi all’Istituto Marconi Galletti Einaudi di Domodossola, dove ha studiato chimica, materiali e biotecnologie sanitarie.

Per parlare di come mi sia venuta questa idea, dobbiamo fare un piccolo salto indietro negli anni, più o meno a quando ero in terza superiore. In quel periodo avevo iniziato a studiare microbiologia e la materia mi ha molto appassionato. Ho iniziato ad informarmi su come proseguire questo percorso di studi, ma ho scoperto che in Italia non c’è una facoltà di microbiologia. Per questo motivo, insieme a mia mamma, ho cominciato ad informarmi e da lì è spuntata l’idea del Regno Unito. Ho scelto di trasferirmi lì a studiare anche perché ho un’ottima conoscenza della lingua inglese e quindi non avrei voluto molte difficoltà. Ho optato per la Scozia perché ai cittadine Ue viene pagata la retta universitaria dallo stato scozzese. Tramite un entro di ricerca di università di tutto il Regno Unito (UCAS) ho fatto domanda a tre diverse università. Avendo avuto un riscontro positivo da tutte, ho poi scelto Aberdeen”.

Sul primo anno appena concluso, Nicolò si dice contento. “Sono riuscito ad ambientarmi subito, il tutto grazie anche ai miei compagni di dormitorio. Ho avuto inoltre la possibilità di conoscere ragazzi provenienti da diverse parti del mondo”.

Confrontandosi con i suoi amici e colleghi rimasti in Italia, molte sono le differenze riscontrate. Mentre gli universitari italiani sono ancora presi con la sessione estiva, Nicolò e gli altri studenti in Scozia hanno finito gli esami nel giro di quindici giorni, entro la fine di maggio. Le ore di lezione, inoltre, sono in media circa 16 alla settimana, che possono variare di poco con i laboratori. Anche gli esami sono diversi. Il sistema universitario scozzese non prevede prove orali, ma solo scritti, nei giorni prefissati. In caso di bocciatura, si ha solo un’altra possibilità di recupero, altrimenti si perde l’anno. Per il futuro Nicolò vorrebbe continuare sulla strada della ricerca, anche se specifica che il dove non è importante.

Consiglio questa esperienza a tutti coloro che non hanno paura di mettersi in gioco e voglia aprire i propri orizzonti ed entrare in contatto con culture diverse dalla nostra“.

 

 

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