Nozze di ferro: 70 anni di matrimonio, un epico traguardo raggiunto da due coppie d’Anzasca

I matrimoni più longevi della Valle

macugnaga -

Nell’era moderna festeggiare un anniversario di matrimonio è già un avvenimento importante ma quando questo ricorda 70 anni di unione diventa un matrimonio di ferro, un traguardo invidiabile che molto raramente può essere festeggiato.

Nel corso del 2019, in Valle Anzasca, questo traguardo è stato tagliato da ben due coppie, una residente in Comune di Calasca Castiglione: Erina Sonzogni (87) e Luigi Fattalini (93) e l’altra a Macugnaga: Da Ros Aurelia (90) e Marino Bettoni (90).

Erina Sonzogni e Luigi Fattalini

Erina Sonzogni, decima di 15 figli, nasce a Ronchi di Castiglione nel 1932. Sua madre Maria Bonetti è originaria di Sambughetto in Valle Strona mentre il papà Giovanni proviene da Zogno (BG).
Il marito Luigi Fattalini, nasce a Vigino nel 1926 da Vincenzo, provetto muratore, falegname, ciabattino e anche norcino e da Virginia Piffero.

I due giovani s’incontrano durante le messe domenicali nella “cattedrale tra i boschi”, ma la guerra incombente li divide. Lei si rifugia nella neutrale Svizzera. Accompagnandola alla stazione ferroviaria Luigi si congeda regalandole un anello come pegno d’amore.

Il soggiorno in Svizzera dura poco, infatti Erina deve rientrare perché il fratello Francesco di 26 anni muore in Val Segnara. Dopo questa tragica parentesi la ragazza non riparte più, rivede Luigi e cominciano a frequentarsi, l’anello riposto in borsetta se lo mette al dito e si fidanzano.

Si sposano a Castiglione il 23 aprile del 1949. Dopo la funzione, con parenti e amici, a piedi raggiungono Vigino dove lo zio dello sposo gestisce un’osteria: qui si svolge il banchetto nuziale consistente in bollito di pecora e risotto offerto dai genitori.

Nel 1950 nasce Ermanno seguito da Silvana (1951),Elisa (1953) ed infine Roberto (1956).
Una folta schiera di parenti ha rallegrato il felice anniversario.

Da Ros Aurelia e Marino Bettoni

Aurelia, primogenita di Giuseppe e Erminia Canal, nasce a Fontafredda in Friuli, ma presto i suoi genitori
emigrano e si stabiliscono a Cimamulera. Aurelia, da ragazza, è stata mandata a fare la mondina nelle risaie del vercellese. In tempo di guerra, con la nonna Augusta va “alla raf” (acquistare nelle cascine della bassa novarese ciò che si trovava di commestibile: farina, riso, pane bianco, fagioli...).

Con il padre Giuseppe è a Pestarena, paese delle miniere d’oro, a vendere frutta e lì scocca la scintilla d’amore che si è poi tradotta in una lunga storia consolidata il 26 settembre 1949 a Cimamulera dove Aurelia convola a nozze con Marino, primo matrimonio celebrato da don Arturo Bessero.

I coniugi si stabiliscono a Pestarena dove Aurelia accudisce i due figli, Walter e Erico e provvede alla cura della famiglia, senza disdegnare il lavoro nei campi e una breve parentesi da commessa.

Marino, dopo aver fatto l'alpino nel Battaglione Aosta, continua a lavorare come falegname presso la ditta AMMI, la società che estraeva l'oro del Monte Rosa. Lui conosce molto bene le vecchie miniere aurifere e ne è testimone della travagliata storia. Ha pure vissuto la Resistenza in presa diretta. Nel 1943 i partigiani di Tagliamacco hanno raccolto gli uomini disponibili a Pestarena per trasportare l'oro trafugato nelle miniere e portarlo al sicuro in Svizzera. Marino, quattordicenne, fu prelevato di forza da casa e, assieme al fratello Camillo, incolonnato con gli altri. Un bidoncino di polvere aurifera in spalla e via sotto la minaccia delle armi.

Gran cacciatore di camosci, marmotte e pernici bianche, ha contribuito, con gli altri cacciatori di Macugnaga, alla creazione dell'Oasi Faunistica del Monte Rosa introducendovi lo stambecco e creando un grande spazio alpino dove gli animali vivono tutelati e in piena libertà. Componente del Coro Monte Rosa di prima istituzione. Resta una memoria storica della vita macugnaghese e anzaschina.

Per Aurelia e Marino, un privato e sobrio festeggiamento ha sottolineato il grande traguardo raggiunto.

Un vero e proprio record quello raggiunto dalle due coppie anzaschine che hanno toccato il settantesimo anno di matrimonio e quindi celebrato le Nozze di Ferro e come il ferro le due coppie si dimostrano amorevolmente unite.

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