Nuovo appuntamento con Coccodrilli

DOMODOSSOLA -

Onora il padre

Renzi, Renzi Matteo, per cortesia, come puoi superare Caino?

Neppure Zeus, un dio mica un quaquaraquà, ha osato tanto; limitandosi ad evirare il padre Cronos, che pure santo non era.

Bruto è morto suicida a Filippi, insieme a Cassio, suicida anche lui. Ma è la testa di Bruto ad essere riportata a Roma. Bruto, il parricida.

Onora il padre. Onora la madre. Altrimenti le Erinni, altrimenti le Furie saranno terremoti, uragani e diluvi.

Tradire il padre, ucciderlo, per quanto questo mondo sia quasi una sciagura, uccidere il padre non è ancora contemplato.

Se mio padre è colpevole, doppia condanna. Più o meno, dici Matteo?

Eppure Matteo è nome cristiano, nobile nome, nome evangelico, persino.

Per un padre, se proprio colpevole di orrende nefandezze, nella vita di quà, nella legge di quà, ci si augura una giusta condanna. Giusta e meritata condanna. Nell'aldilà, altrimenti, è compito Altrui.

Come possiamo, se pure sul padre non giuri, Matteo, dolce Matteo, divo romano, seguire te, credere a te?

No perché, dolce e divino Matteo, neppure un terrorista, un ammazza bambini, un bau bau, un uomo nero si merita una doppia condanna.

La doppia condanna è un gran privilegio. Una doppia pena, ne manco prevista dalla giurisprudenza fin qui conosciuta, è riserva di pochi. Pochi ed importanti, quasi divini.

Date anche a me una doppia condanna. Dammela te, divo Matteo. Fammi grande mio divo, fammi immortale, proprio come tuo padre, proprio come te.

Rocco Cento

Rocco Antonio Cento
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