Panza (Lega): “Il Governo dica cosa vuole fare della montagna e dei suoi abitanti”

“I presidenti delle Regioni hanno presentato una proposta per la riapertura posticipandola di 11 giorni al 18 gennaio”

BRUXELLES -

Ancora una volta, a differenza di quanto accade a Roma, le Regioni hanno le idee molto più chiare e dimostrano grande senso di responsabilità e di capacità organizzativa, avendo inoltrato al Governo l'ennesima condivisibile proposta di riapertura per gli impianti sciistici -dichiara l'europarlamentare ossolano Alessandro Panza, responsabile del dipartimento per le politiche montane della Lega-.

Ad oggi, 30 dicembre, il Governo, oltre a litigare sulle poltrone, non ha ancora nemmeno dato un cenno su cosa intenderebbe fare il 7 gennaio. Per questo, visti i precedenti, i presidenti delle Regioni, tramite il presidente dell'Emilia Romagna Bonaccini, hanno presentato una proposta per la riapertura posticipandola di 11 giorni e portandola al 18 gennaio, evidenziando da subito l'attenzione al rispetto delle varie indicazioni di contagio delle regioni/zone e presentando altresì un protocollo per la riapertura in sicurezza.

Nella comunicazione le Regioni chiedono che il Comitato tecnico scientifico dia un parere su questo protocollo in un tempo utile affinché la decisione che ne scaturirà possa permettere a tutti gli operatori di organizzarsi di conseguenza.

Alla luce di questo encomiabile lavoro da parte delle Regioni dell'arco alpino e di tutte le Regioni che hanno sottoscritto questo protocollo –prosegue Panza- mi auguro, come responsabile del dipartimento delle politiche montane della Lega e come montanaro, che il Governo metta da parte ideologie e pregiudizi nei confronti delle Regioni e accolga una proposta di buonsenso e finalizzata al benessere dei territori montani.

Se così non fosse Conte, Speranza, Gualtieri, Boccia e tutti gli altri devono dirci, adesso, come intendano far fronte al disastro economico che ne conseguirà e quali risposte intendano dare a donne, uomini, famiglie, aziende che vivono della montagna italiana”.

Così in una nota  l'europarlamentare Alessandro Panza, responsabile del dipartimento per le politiche montane della Lega Salvini.

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