Prati verde smeraldo e rovine arroccate, non serve andare in Irlanda!

Vieni a Bannio Anzino ad ammirare i resti di Villa Aprilia

bannio anzino -

Dove il lago di Baranca dà vita al torrente Mastallone ha inizio una piana dai colori nordici, alla quale fanno da sfondo alte cime ed alpeggi. Su un pianoro sorgono delle baite e poco distante, su un promontorio, sono visibili i resti di un’eclettica costruzione. Si tratta di una villa la cui storia ha inizio nei primi anni del ‘900 quando questi luoghi hanno vissuto lo splendore della Belle Époque, diventando luogo di villeggiatura della borghesia torinese. È proprio questo il contesto nel quale nasce l’opera dell’architetto Costantino Gilodi, che realizzò all’alpe Selle la sua dimora alpina. Il villino, che stravolge l’immagine tipologica dell’abitazione di montagna, è posto a 1820mt di quota ed era dotato di tutti i comfort: dall’impianto idraulico e di riscaldamento, all’ampio giardino con fontana. Alla morte di Gilodi la villa venne acquistata dalla famiglia Lancia, che la ribattezzò “Aprilia” come il famoso modello d’auto della loro casa automobilistica.

Durante la Seconda guerra mondiale il Colle di Baranca, una delle principali vie di fuga verso la Svizzera, divenne lo scenario di un combattimento tra le formazioni partigiane e le milizie fasciste. In quella occasione incendiarono Villa Aprilia la quale da allora giace abbandonata.

Il percorso di ITINERARIUM ha inizio da Santa Maria di Fobello e giunge fino al Colle D’Egua, punto panoramico dal quale ammirare il massiccio del Monte Rosa. Trovi tutte le informazioni per raggiungere l’alpe Selle e le rovine di Villa Aprilia QUI.

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