Primo intervento per Alberto Preioni in consiglio regionale

TORINO -

Primo intervento in aula nel secondo consiglio regionale per Alberto Preioni. Il sindaco di Borgomezzavalle, che ricopre l'importante incarico di presidente del Gruppo Lega Salvini Piemonte, ha tracciato le linee programmatiche del suo gruppo in un lungo intervento (inzio intervento a 1 ora e 43 minuti ndr),iniziato con un cenno al nostro territorio, ricordando ai presenti i 40 giorni della Repubblica Partigiana dell'Ossola.

Gentilissimi colleghi,

inizio il mio primo discorso ringraziando tutti i cittadini che ci hanno dato questa grande fiducia. Matteo Salvini, Riccardo Molinari e i colleghi della Lega che mi hanno voluto come Presidente del Gruppo formato da 23 consiglieri e 7 assessori.

Questo mi onora e mi carica di una grande responsabilità.

Voglio ricordarvi alcuni fatti della terra da cui provengo perché fanno parte della storia di tutti noi un territorio di confine diventato per 40 giorni, un vero e proprio Stato, la Repubblica dell'Ossola, con un governo e una capitale: Domodossola.

Quando l’esperienza della Repubblica dell'Ossola finì, i suoi protagonisti divennero i principali artefici della Costituzione, ai quali furono dati importanti incarichi nella neo nata Repubblica Italiana. Umberto Terracini fu addirittura nominato Presidente dell'Assemblea Costituente e firmò la Costituzione insieme con il Capo dello Stato Enrico De Nicola e il Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.

Ma la mia terra ha ancora anticipato la storia nazionale con l'UOPA, l'Unione Ossolana per l'Autonomia, che a partire dal 1977 avanzò la richiesta di federalismo e autonomia lanciando il primo urlo di disagio delle Terre Alte.

Gli autonomisti rivendicarono la creazione di una Regione autonoma a statuto speciale, raccolsero 55.000 firme che all'epoca non vennero prese in considerazione, ma che furono di ispirazione per la nascita delle province montane.

Ciò fece sì che le caratteristiche peculiari di quei territori e le difficoltà legate al vivere quotidiano in aree svantaggiate diventassero punti di forza nella loro specificità.

Ed è da qui, da questa esperienza storica della mia terra e dalla Carta di Chivasso, che giànel dicembre 1943 rivendicava il rispetto delle minoranze, ma anche un’esigenza di autonomia nel campo economico–sociale.

Da quisiamo partiti, per arrivare all'autonomia così come delineata dall'articolo 116 della nostra Costituzione.

Questa strada è stata purtroppo bloccata e ritardata per la poca convinzione delle forze politiche che hanno governato negli ultimi anni.

Il loro è stato un totale disinteressamento o al massimo una timida richiesta di una maggiore autonomia solo per alcune materie o funzioni.

Dobbiamo seguire l'esempio di Lombardia e Veneto e ripartire con la massima convinzione verso quello che è un importante obiettivo della Lega, finalizzato al bene del Piemonte.

Pur consapevoli di non avere un residuo fiscale pari a quello lombardo o veneto, registriamo comunque sempre una significativa differenza, che si assesta intorno agli 8 miliardi e mezzo di euro.

E' falso ed ideologicamente strumentale, affermare che l'autonomia regionale porterà squilibri tra le regioni del nord e del sud.

Autonomia significa responsabilizzare i centri di costo e ottenere dallo Stato il trasferimento delle funzioni e delle risorse necessarie per le stesse che, se attuate a livello regionale, avrebbero un costo minore che permetterebbe di investire così la differenza prodotta in altre attività regionali o potenziando gli stessi interventi.

Con l’autonomia verranno definite funzioni ben precise e chiare responsabilità, cancellando sprechi e duplicazioni negli ambiti più importanti: dalla scuola al lavoro, dall’edilizia universitaria alla sanità. Si arriverà a responsabilizzare ogni singola funzione regionale, a premiare i meritevoli e a rimuovere i vincoli statali oggi inaccettabili.

Dobbiamo crederci, come ci credono i cittadini che ci hanno votato in larghissima maggioranza.

Ogni territorio deve essere rappresentato all'interno del Consiglio Regionale. Sono stato eletto dal popolo, ma il Vco avrebbe potuto non essere rappresentato a causa di una legge regionale basata sulla densità di popolazione e non sulla rappresentatività dei territori.

Il Piemonte è rimasto al palo, troppo spesso auto-referenziario e troppo spesso chiuso nel suo Torino-centrismo a causa dalla Giunta precedente, che si è dimenticata dei territori marginali, delle gravi crisi industriali o dei rischi di delocalizzazione.

Gli atti di indirizzo della precedente Giunta in tema di autonomia vanno profondamente revisionati, in quanto scollati dalle reali esigenze del Piemonte, sia con i principi che con le concrete azioni.

Chiamparino non ha mai affrontato il tema vero dell’introduzione dei costi standard rispetto al criterio della spesa storica.

Questo divario, sia culturale che ideologico, lo paghiamo ad esempio sulla sanità, dove le Asl più virtuose soffrono di disparità rispetto a realtà meno efficienti.

Chiamparino e la sua Giunta, poi, nulla hanno detto circa la liberazione di risorse per investimenti destinati ai comuni, fermi da troppo tempo.

Apriamo una vera e propria stagione costituente, in cui tutti gli enti e le comunità locali, dai comuni montani fino alla città metropolitana di Torino, diventino attori principali.

Occorre condividere ogni percorso per rispondere in maniera adeguata al mondo produttivo, totalmente escluso per l’incapacità di ascolto della precedente azione di governo.

Occorre far sì che le realtà virtuose della nostra regione diventino un valore aggiunto per il buon governo e per fornire risposte adeguate alle domande delle comunità locali.

È fondamentale la costituzione di una commissione permanente sull’autonomia che comprenda anche come materie tutto il “pacchetto” di misure per la sburocratizzazione ed il processo di delegificazione.

Vogliamo davvero cambiare velocità.

I piemontesi si aspettano che ora si agisca e si metta in soffitta il “vecchio” per portare alla luce un’azione di governo forte, determinata e di buonsenso come la Lega di Matteo Salvini.

È giunta l'ora che l'articolo 8 dello Statuto regionale trovi piena attuazione, che Torino riprenda il suo ruolo di capitale del Piemonte e che i territori periferici ritornino protagonisti.

È il momento di dare a tutti i territori la rappresentatività e le risorse per poter concretamente svolgere quelle funzioni fondamentali che direttamente si ripercuotono su ognuno di noi.

E’ il momento di snellire la macchina burocratica a favore di una migliore qualità di vita dei cittadini e delle attività imprenditoriali.

E’ tempo di evitare vincoli e bizantinismi che creano danni, limitano l’operare e impediscono fortemente il generarsi di ricchezza nei territori, siano essi a vocazione agricola, industriale o turistica.

Un occhio di riguardo, a tal senso dovrà essere dato all’agricoltura per poter garantire qualità, competitività, innovazione e uno sviluppo rurale sostenibile

Perciò si rende necessario fornire gli strumenti agli agricoltori che devono poter facilmente accedere ai fondi europei oggi di difficile gestione per gli stessi.

É sì doveroso il rispetto dell'ambiente (ci mancherebbe!),ma gli estremismi non giovano a nessuno. É per questo indispensabile coniugare le attività di sviluppo con quelle ambientali, in un’equa ponderazione di interessi, senza prese di posizione aprioristiche a prescindere.

Ogni territorio ha delle specificità che vanno valorizzate, avendo cura di preservare le peculiarità industriali o turistiche di ciascuno.

Non dimenticandosi di incentivare quelle infrastrutture necessarie allo sviluppo, quali il completamento della TAV e del terzo valico, avendo particolare attenzione alle opere, come nel caso dei CIM di Novara e Orbassano, al completamento della Pedemontana piemontese di Biella e della Asti – Cuneo per la quale ci vuole una risposta concreta e di buonsenso.

Nel 2026 ci saranno le Olimpiadi invernali: partiamo in ritardo a causa di chi non ha creduto fosse un'opportunità, ma dobbiamo essere pronti a tentare di cogliere ogni occasione si presenti nella partita olimpica.

Un cenno, doveroso, lo meritano le società partecipate regionali per le quali, dopo le recenti pagine buie di Finpiemonte, è necessario un rilancio quali motori del tessuto economico piemontese.

Così come il nostro pensiero deve andare prima ai cittadini italiani, per iniziare dalla vigente normativa sulle case popolari.

Chi c’era prima di noi non ha mai pensato di intervenire su questo punto, generando storture contrarie a quello che sarebbe il buon senso.

Indispensabile rivedere la legge Regionale che finalmente non discrimini gli italiani nell'assegnazione degli alloggi.

Cosi come combatteremo il degrado.

La sicurezza è prevenire e gestire le emergenze, combattendo l'immigrazione clandestina come sta dimostrando il nostro Ministro degli Interni.

Interverremo per migliorare dal punto di vista legislativo, la Legge Regionale 58/87, aggiornando le norme in materia di Polizia locale, per migliorare la sicurezza dei cittadini.

E’ infine necessaria e doverosa una verifica di quella che è la reale situazione del bilancio regionale, su cui grava un debito causato anche dai derivati “Bresso”, di cui siamo fortemente preoccupati e che rende ancora più difficile il nostro agire.

Non dimentichiamoci del “grattacielo delle grane”, la nuova sede regionale, che dopo diverse varianti sarebbe lievitata ad un costo di circa 300 milioni di euro e che attualmente non è ancora in uso; e chissà quando mai lo sarà.

Ma noi ci crediamo e lavoreremo con tutte le nostre forze, anche se il disavanzo storico potrebbe rendere estremamente difficoltoso il completo raggiungimento di tutti gli obiettivi che ci siamo posti.

Ci si impone, prima di tutto, un lavoro legislativo importante che snellisca le procedure e ci renda più competitivi.

Ascolteremo tutti, in un processo di sinergia, che vogliamo porti il Piemonte a cambiare velocità, in un'ottica di buonsenso sull'esempio delle regioni virtuose.

Ci attende una grande sfida che ci vede tutti uniti per lo stesso obiettivo!

Do la mia piena disponibilità alla collaborazione e all'ascolto.

A voi tutti auguro un buon lavoro! Viva la Lega, viva il Piemonte.

Il Presidente

Gruppo Lega Salvini Piemonte

Alberto Preioni

Redazione on line
Ricerca in corso...