Profumo di cane. Nuovo appuntamento con la rubrica di Rocco Cento

DOMODOSSOLA -

Nel passeggiare lungo le strade della nostra città, non è raro imbattersi in incresciose "deiezioni canine" che certo non aiutano, né invogliano i cittadini e i visitatori nel continuare le loro "promenade", sia lungo l'antico borgo, sia lungo le strade periferiche.

Eppure, sappiamo che il Corpo di Polizia della Città di Domodossola non risparmia certo coloro che non provvedono alla raccolta delle deiezioni del proprio cane. Le sanzioni amministrative, in questo caso, previste dall'art.66 del Regolamento comunale, puniscono i contravventori con ammende da 25,00 a 500,00 Euro. Bene.

Cosa non funziona, allora?

Mancano i box relativi alla raccolta dei rifiuti: in via Trieste non ce ne sono; in via Castellazzo, nei pressi del semaforo, uno; via Scapaccino ne è totalmente sprovvista; via De Nicola, via Sant'Antonio, via San Francesco, zero; via Rosmini dovrebbe riceverne almeno altri 2, dato il numero di cani che lì vi “passeggiano”; infine, le periferie ne sono sprovviste, non sono contemplate.

Aggiungo che questo mio "rapporto" è frutto di una incompleta ricognizione perché, se si dovesse approfondire il censimento, il risultato sarebbe ben più grave.

Inoltre, servirebbero delle aree destinate ai cani, sufficientemente ampie e protette, recintate.

Quella dei giardinetti di via Trieste è stata chiusa. Il campetto dietro la caserma della Finanza ha certo altra destinazione e comunque non è cinto e protetto. Le sole aree ancora parzialmente agibili sono il campetto vicino all' ITIS, a fianco di via Scapaccino, che ha la rete di recinzione rotta in più punti e la piccola area, graziosa, per la verità, di fronte alla Coop di via Cassino, che ha però il difetto di essere fin troppo piccola.

Alcuni amici mi hanno segnalato le sanzioni di cui sono stati oggetto, tutte intorno ai 100 Euro, per il torto di non aver mostrato il sacchetto o la paletta. Colpa loro.

E i distributori di sacchetti, magari anche a pagamento, non farebbero comodo?

E magari un’anagrafe canina, al nostro comune, non sarebbe utile?

Forse no, forse ci toccano solo le sanzioni amministrative.

Quando la finiranno di scrivere prescrizioni e divieti se poi non si mettono i cittadini nella condizione di rispettarli?

Rileggendo un comunicato del 26/09/2013, direttamente dal sito istituzionale della nostra città, ove si parlava delle iniziative volte alla sensibilizzazione dei cittadini su questo tema, si enfatizzava anche la campagna denominata “Operazione suole pulite”, in occasione della Giornata ecologica - Puliamo il Mondo. Una iniziativa rivolta al possesso e alla conduzione di cani.

Giova effettivamente riconoscere che quella campagna ha dato i suoi frutti; eppure, a distanza di qualche anno tutto è rientrato nella “normalità”.

Pertanto, se a passeggio col proprio cane, se questi fa la popò, la si raccoglie in sacchetti “eco compatibili” o guanti monouso “biodegradabili”e poi la si porta a casa, mettendola in saccoccia.

Un giorno tornerà utile se si vorrà produrre del buon “profumo di cane”.

A tutto c’è una risposta, in questo nostro mondo deterministico, una risposta a questi incresciosi e insormontabili problemi di civica convivenza: la campagna “Puliamo il Mondo” partirebbe proprio dalle suole pulite delle nostre scarpe, per mondare i marciapiedi, i campi, i boschi, i prati del Lusentino.

Rocco Antonio Cento
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