Prunent e allegria: la sostenibile leggerezza della cucina ossolana a Domosofia

DOMODOSSOLA -

Prunent, allegria, lievito madre, pane nero, entusiasmo, sono queste alcune delle cose che gli chef ossolani consegnerebbero ad una possibile “capsula del tempo”, da riaprire tra duecento anni, per trasmettere alle generazioni future qualcosa di rappresentativo di questa fase della cucina ossolana, è con questo ipotetico elenco di ingredienti e stati d'animo che si è chiuso a Domosofia l'incontro con gli chef, che aveva come tema la leggerezza in cucina. La conferenza si è tenuta subito dopo l'intervento di Cinzia Scaffidi, autrice e docente all'Università di Scienze Gastronomiche, che ha posto l'attenzione sulla consapevolezza nella scelta dei prodotti alimentari e di come sia meglio aumentare varietà e qualità del cibo che arriva sulla nostra tavola: un consumo sostenibile, critico ed etico, che passa anche attraverso la riscoperta dei piatti della tradizione che nascono riutilizzando il cibo avanzato. Di consapevolezza del cliente, varietà, qualità e prodotti locali hanno parlato anche gli chef e ristoratori ossolani Matteo Sormani, Andrea Ianni, Giorgio Bartolucci e Massimo Sartoretti, confermando l'ottimo momento della ristorazione ossolana, come testimoniano gli importanti premi e riconoscimenti conseguiti negli ultimi tempi. Risultati raggiunti conciliando tradizione e innovazione, utilizzando ingredienti che rispecchiano l'autenticità del territorio, usando la creatività e cercando di non omologarsi ad un offerta stereotipata, ma anche proponendo piatti della cucina di montagna più moderni e leggeri di un tempo, magari un po' “pesanti” di grassi e calorie, ma che lasciano un sorriso e una sensazione di spensieratezza e piacere a chi li ha gustati. La conversazione si è poi spostata sull'importanza della riscoperta e valorizzazione dei prodotti locali, che hanno raggiunto negli anni dei livelli qualitativi molto alti, e della loro importanza in termini di ricaduta occupazionale. Inoltre la gastronomia ossolana può essere una leva importante per il turismo e la promozione del territorio, se sufficientemente supportata da un'adeguata attività di comunicazione, è in questo senso che nasce Cooking for Alps, associazione di produttori e ristoratori locali nata per promuovere l'Ossola attraverso il cibo. Parlando delle proprie esperienze professionali gli chef hanno anche evidenziato il sacrificio che questo lavoro comporta: un mestiere duro e sacrificante, che richiede impegno e passione costanti, e che, tuttavia, per le soddisfazioni che porta e per il piacere che può donare agli altri, può restituire un'impagabile gratificazione ed una inebriante sensazione di leggerezza.

 

 

 

Francesco Onor
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