Regione, disseminato di ostacoli l'iter del riconoscimento dei canoni idrici al VCO

Stupiscono i dubbi di Uncem e Anci

TORINO -

Prosegue in commissione l’iter della legge 59 sul riconoscimento della specificità montana al VCO e sul trasferimento dei canoni idrici. 

‘’Quello che vorrei fosse chiaro - dice il capogruppo della Lega, Alberto Preioni - è che la legge per il Vco non toglie dignità alle altre province. Non si chiedono più diritti o privilegi. Si compensa, come da legge dello Stato, già applicata dalle rispettive regioni per Sondrio e Belluno, e si va a normalizzare una situazione ingiusta, peraltro in un territorio che in questi anni ha sofferto molto, più delle altre realtà piemontesi. La disparità di trattamento se mai il Vco l’ha subita’’.

L’iter in commissione continuerà nei prossimi giorni, ma dalle cronache degli organi di stampa torinesi emerge una certa difficoltà nella maggioranza di centrodestra.

Da fonti ufficiali (cioè la banca dati del Consiglio regionale) è possibile leggere le memorie depositate dall'Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni, da ANCI  e dalla Provincia di Biella. Tutti concordi, in particolare gli ultimi due, nel dire che le problematiche di bilancio attanagliano tutte le province piemontesi e che il riconoscimento dei canoni idrici ai solo VCO significherebbe dimenticare gli altri territori. ANCI chiede di capire, ‘’quale conseguenza dei canoni al VCO, come incideranno i tagli a livello regionale e come saranno compatibili con il bilancio già sofferente, mentre Biella evidenzia come già a livello nazionale sia previsto che il 60% dei canoni di ciascun territorio tornino allo stesso’’. 

Stupiscono semmai i dubbi di Uncem, ente che dovrebbe difendere  i comuni montani come i nostri. Nella sua relazione si legge: ‘’Il progetto deve aprire un’importante riflessione politica attorno ai gradi di autonomia per tutti i territori montani’’ e poi che ‘’nell’assegnazione dei canoni alla province dove insistono impianti idroelettrici, si ritiene necessario un approfondimento all’interno delle norma regionale di attuazione dell’articolo 11- quater del disegno di legge 135/2019, prevedendo altresì in riequilibrio per i territori dove sono presenti un minor numero di impianti per la produzione’’. Traducendo il politiche con cui ci si esprime non pare proprio una posizione a favore di una zona a specificità montana, che Uncem dovrebbe salvaguardare.

A sua volta l’Associazione Piccoli Comuni ‘’pur prendendo atto della specificità del VCO’’ rimarca che ‘’non si possono dimenticare le difficoltà delle altre province’’.
Come la vede la Provincia del Verbano Cusio Ossola?

La proposta di destinare il 60% dei canoni prodotti direttamente all'Ente mentre il rimanente 40% rimarrà in capo alla Regione e che lo destinerà di volta in volta al VCO secondo progetti concordati tra i due enti non piace alla Provincia. Nella memoria depositata dalla Provincia, consultabile anch'essa della banca dati regionale, si evidenzia infatti come un trasferimento di poco più di 10 milioni in luogo dei 17 incassati risulterebbe insostenibile. Secondo la stessa Provincia, con le nuove funzioni trasferite, il cui esercizio dovrebbe appunto essere garantito dalle risorse derivanti dai canoni idrici, e la cancellazione dei 4 milioni di euro annuali riconosciuti dalla precedente amministrazione regionale come specificità montana (che con ogni probabilità con il riconoscimento dei canoni andrebbero eliminati),perché sia garantita la sopravvivenza dell'Ente il trasferimento annuale a bilancio corrente dovrebbe essere di almeno 14 milioni, quindi ben oltre l'80%.

Un progetto di legge che al momento, in attesa di incassare l'appoggio di tutta la maggioranza, ha trovato la bocciatura della stessa Provincia che non vede risolti i suoi problemi .

Renato Balducci
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