Regione, Parchi: più sviluppo e meno divieti

TORINO -

È necessario ricorrere ad un nuovo modello di sviluppopartendo dal contatto diretto con le popolazioni che insistono sul territorio, cercando di portare sviluppo e non divieti, incentivando attività locali”. Questo l’obiettivo dichiarato dall’assessore regionale Fabio Carosso che ha informato la quinta Commissione, presieduta da Angelo Dago, sul programma di lavoro in materia di Parchi.

Come modello di riferimento verrà preso in considerazione il Parco nazionale del Gran Paradiso che ogni anno ospita oltre un milione di visitatori che lasciano sul territorio importanti risorse economiche.

Detto che il costo annuale per le spese dovute al personale impiegato ammontano a circa 17 milioni di euro, le spese correnti a 2,8 milioni mentre in termini numerici il personale è costituito da 302 unità, Carosso ha aggiunto: “La Regione da oltre quarant’anni è impegnata nella conservazione del patrimonio naturale con l’istituzione delle aree protette attraverso i suoi parchi, riserve e altre forme di salvaguardia regionali, oltre ai due parchi nazionali, Gran Paradiso e Val Grande. I parchi sono quasi il 10 per cento dell’intera superficie piemontese”.

Degli 11 enti parco, 9 hanno le presidenze in scadenza mentre quelli del Po Torinese e del Po Vercellese cesseranno il loro mandato nel mese di luglio 2020.

Nel corso del dibattito sono intervenuti i consiglieri Andrea Cane e Riccardo Lanzo (Lega), Paolo Bongioanni (Fdi), Marco Grimaldi (Lev), Sergio Chiamparino (Pd) e Giorgio Bertola (M5s).

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