Riapertura primo giugno acconciatori ed estetiste: Confartigianato si oppone

''Inaccettabili 3 mesi di fermo. Perdiamo 1,1 mld e sono a rischio 49mila occupati"

TORINO -

“Incomprensibile e inaccettabile”

Questo il commento di Confartigianato Imprese Piemonte Orientale, per tramite del direttore Amleto Impaloni, alla decisione di rinviare al primo giugno la riapertura di acconciatori e centri estetici, ferme ormai da tre mesi per l’emergenza Covid 19, confermata nelle scorse ore dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Con senso di responsabilità – sostiene Impaloni–la Confartigianato ha elaborato a livello nazionale e presentato tempestive proposte dettagliate su come tornare a far svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale pulizia, sanificazione. Proposte che confermano l’attenzione alla sicurezza che la categoria ha da sempre fatto propria”.

La categoria non ha ricevuto alcuna risposta rispetto alle proposte presentate. E ora non accettiamo che le attenzioni del Governo siano rivolte ad altri settori e si limitino ad una incomprensibile dilazione per la ripresa delle attività di acconciatura ed estetica”.

Gli operatori si domandano se è sostenibile mantenere la chiusura, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio? E la risposta è no, non è possibile. Finora le imprese sono stati alle regole, ma la prospettiva di un altro mese o forse più di fermo obbligato non può essere accettata, soprattutto con le prescrizioni possibili a garanzia del lavoro e della clientela” osserva Impaloni

Denuncia di una situazione insostenibile arriva anche dalle imprese: “Noi acconciatori ed estetisti da trent’anni adottiamo protocolli per l’igiene e utilizziamo sterilizzatori, guanti in lattice e altre misure di sicurezza come nessun altro ha fatto. Siamo in grado di garantire un servizio nel pieno rispetto delle norme di contenimento del virus. Ma tre mesi di chiusura dell’attività non sono sopportabili per nessuno” sottolinea con forza Gianni Torraco, acconciatore da 42 anni, titolare di un salone a Borgomanero.

Il Governo non può imporci un simile allungamento della chiusura perché adesso la nostra categoria è sul lastrico” denuncia Gianni Torraco.

Confartigianato ha calcolato che l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e della concorrenza sleale degli abusivi nei mesi di marzo, aprile e maggio causerà alle imprese di acconciatura e di estetica una perdita economica a livello italiano di 1.078 milioni di euro, pari al 18,1% del fatturato annuo. Sarà molto difficile evitare ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi mettono a rischio il lavoro di 49mila addetti del settore.

E ricordo l’oppressione sul settore in queste settimane da parte degli abusivi: mentre i parrucchieri e le estetiste in regola restavano chiuse, gli abusivi lavoravano, al domicilio, contravvenendo alla legge e a danno della salute di tutti. Stiamo predisponendo un documento di denuncia di questa situazione ormai insostenibile da presentare al Governo, per il tramite dei prefetti delle nostre province” spiega Amleto Impaloni “Non accettiamo questa scelta del Governo, una imposizione che danneggia una categoria che ha sempre fatto della sicurezza il fiore all’occhiello della propria professionalità”.

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