Ristori, anche Cna Piemonte Nord chiede di sostenere le imprese in base al calo di fatturato

Medina: “Il meccanismo basato sui codici ATECO è divenuto inefficace e inadeguato”

TORINO -

L’avanzata dei contagi, l’ampliamento delle Regioni sottoposte a misure restrittive per contenere il virus e le iniziative autonome da parte di singoli Comuni, penalizzano l’operatività anche degli artigiani, dei commercianti e delle piccole imprese che sono rimasti aperti e richiedono un approccio diverso per l’assegnazione dei Bonus a fondo perduto previsti dai Decreti Ristori.

I meccanismi individuati– spiega Elio Medina, direttore CNA Piemonte Nord –non riescono a dare una tutela adeguata alle imprese artigiane e alle piccole imprese colpite dalla misure restrittive direttamente per effetto del lockdown e indirettamente, perché facenti parte delle filiere produttive collegate. L’ulteriore allargamento delle restrizioni su base territoriale rende inefficace la distinzione tra le imprese chiuse per decreto o ordinanza e quelle che, pur rimanendo aperte, vedono il proprio fatturato fortemente ridimensionato”.

Il crollo dei consumi sta infatti interessando settori sempre più ampi del mercato e mette in crisi non solo le imprese che chiudono ma anche le imprese artigiane che, pur restando aperte, registrano un drastico calo di fatturato.

“Il meccanismo che riconosce in alcuni codici ATECO (il codice che identifica il settore di attività di ogni impresa, ndr) – prosegue Medina –è divenuto inefficace e inadeguato. Rischia di escludere migliaia di imprese penalizzate nei fatti dalle norme di contenimento del virus. E’ indispensabile acquisire una modalità di attribuzione dei contributi a fondo perduto più efficace ed equa, in base al calo di fatturato raffrontato su un ampio periodo di riferimento”.

“CNA chiede inoltre lo stanziamento di ulteriori risorse finanziarie – dice infine il presidente CNA Piemonte Nord Donato Telesca – per fronteggiare una situazione che si fa sempre più difficile e di cui non si intravede la fine. Sono indispensabile interventi immediati e incisivi per ridurre il più possibile il rischio di chiusura per molti artigiani, commercianti e piccoli imprenditori”.

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