#route76, alla scoperta di Piedimulera

DOMODOSSOLA -

Il borgo antico è dominato dalla Torre Ferrerio, che svetta tra i tetti del paese. Alta circa trenta metri, la Torre appartenne alla ricca famiglia Ferrari (o Ferreri),dedita alla lavorazione del ferro ("ars ferraria", da cui deriva il cognome) e proprietari della "Mulera", l'antica strada che conduceva alla Valle Anzasca. Non si conosce il nome dell'architetto che progettò la Torre, ma un'iscrizione in latino ci informa che "l'inizio della torre fu il 10 aprile 1954 e il tetto fu posto il 19 novembre 1597". E' noto anche il committente, il notaio Desiderio, mentre le informazioni sulla costruzione vengono lasciate alla leggenda: secondo quanto tramandato, i manovali e gli operai coinvolti nell'opera venivano pagati una misura di miglio al giorno. Per i primi due secoli di vita, la Torre mantenne la propria funzione, fino al Regio Biglietto del 12 aprile 1768, da parte dei Savoia, che adibirono l'edificio a deposito di granaglie da destinare alla popolazione della Valle.

La stazione ferroviaria di Piedimulera. Al contrario delle altre fermate della Bassa Ossola, versa in completo stato di abbandono.

La targa commemorativa di Giorgio Spezia, insigne cittadino di Piedimulera (8 giugno 1842 - 10 novembre 1911). Spezia è il più importante intellettuale orginario del paese ossolano: ingegnere e mineralogista, scopritore del "Metodo Spezia", un procedimento di produzione del quarzo sintetico. Si distinse anche come patriota al seguito di Giuseppe Garibaldi, nella spedizione in Sicilia organizzata da Enrico Cosenz. A Spezia è stato intitolato il Liceo di Domodossola, ma anche nel suo comune natale viene spesso ricordato con varie iniziative.

 

Una targa commemorativa ai 9 cittadini caduti durante la Grande Guerra

La Centralina di Piedimulera

La Chiesa dei Santi Giorgio e Antonio di Piedimulera, risalente al XVI Secolo

Il ponte che attraversa il fiume Anza e conduce a Pieve Vergonte

Il Municipio di Piedimulera

Piedimulera è un comune ossolano di 1.620 abitanti. Sorge nell'Ossola Inferiore, sulla sponda sinistra del fiume Anza e alle porte della Valle Anzasca. Fino al 1328, il borgo dipendeva da Pieve Vergonte, da quella data in avanti iniziò a far capo a Vogogna.

La Sala Teatro Don Musetta

Il monumento ai Caduti di Piedimulera

Piazza Giorgio Spezia

La rotonda che conduce in paese

Il cimitero

La chiesa principale della frazione Cimamulera è la Chiesa di Sant'Antonio Abate. Edificata intorno alla metà del Seicento, questa chiesa porta con sé una curiosa vicenda, legata alla figura di Francesco Grignaschi. Nel diciannovesimo secolo, questi fu parroco di Cimamulera: durante il proprio periodo da sacerdote fondò una setta composta prevalentemente da donne, proclamandosi il nuovo Messia. La setta dei "grignaschi" non si diffuse su larga scala e lo stesso parroco temette di incorrere in una condanna a morte con crocifissione, ma se la cavò con dieci anni di prigione e una scomunica...

La sede della Croce Rossa

La scuola elementare di Piedimulera. Nei pressi dell'istituto è presente anche la scuola dell'infanzia, intitolata al Cavalier Luigi Molteni.

A Cimamulera, il monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale

Il nome Piedimulera deriva dal fatto che il paese si trova ai piedi della "mulera" la strada che dal borgo conduce alla Valle Anzasca. Cimamulera, al contrario, si trova in una posizione più elevata.

Anche la scuola elementare di Piedimulera ricorda Giorgio Spezia

Il centro ricreativo culturale

L'Oratorio di San Rocco a Cimamulera

L'ASD Piedimulera è la squadra di calcio del paese. Ha concluso la stagione 2016-17 al terzo posto del campionato di Promozione e ha disputato i play-off per salire in Eccellenza. In foto, il centrocampista Giulio Moretti.

In occasione del camp estivo organizzato dalla società ossolana, Piedimulera ha accolto in luglio Arrigo Sacchi, leggendario allenatore del Milan degli anni Ottanta. L'ex tecnico rossonero ha tenuto una lezione a tema calcistico.

Federico Raso - Foto Fabio Nedrotti
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