Scomparso a Modena l'ing. Gianni Ferrari: fu uno dei protagonisti dello specchio di Viganella

Nel 2017 gli era stato intitolato un pianetino in orbita tra Marte e Giove

Modena -

Mercoledì 27 marzo 2019 a Modena sua città natale, colpito da un male incurabile è scomparso all'età di 81 anni l'ing. Gianni Ferrari, già docente, astrofilo e gnomonista di vaglia. La triste notizia della dipartita si è diffusa la mattina di giovedì 28 nella comunità gnomonica nazionale e internazionale attraverso una lista e-mail dedicata, destando sorpresa, rammarico e grande mestizia. I funerali sono stati celebrati a Modena la mattina di sabato 30 marzo nella chiesa di S. Agnese a poche decine di metri dalla sua abitazione. Presenti anche alcuni amici gnomonisti toscani e della zona.

Uno dei primi programmatori informatici

Laureato nel 1965 in Ingegneria Elettronica presso l’Università di Bologna, ha dapprima lavorato nell’industria e in seguito si è dedicato all’insegnamento e alla libera professione, come socio fondatore di "Politecnica" uno dei primi studi di ingegneria informatica di Modena. Sino al pensionamento aveva insegnato elettronica e informatica presso un Istituto Tecnico Industriale e nella professione, si era dedicato a calcoli di strutture e allo sviluppo di software tecnico (calcoli di fondazioni speciali, di illuminotecnica, reti fognarie, cementi armati, di impianti di gas, ecc.). Ai tempi della sua laurea non esisteva la specializzazione in informatica, scienza poi sviluppatasi autonomamente dallo "studio delle correnti deboli". Ma esistevano le basi e lui conoscendole vi si immerse divenendone grande esperto.

Astrofilo e gnomonista di fama internazionale

Appassionato di astronomia sin dall'adolescenza, si è dedicato alla costruzione di piccoli telescopi, all'osservazione e alla divulgazione di questa scienza con conferenze, pubblicazioni e corsi. Da più di trent'anni si era dedicato allo studio degli orologi solari, diventando in questo  campo membro stimato dalla comunità gnomonica nazionale ed internazionale, con contatti negli USA, Francia, Germania e in Inghilterra. Su questi argomenti ha realizzato molti  programmi per il calcolo di diversi tipi di meridiane. Pubblicò due interessanti volumi: uno sulle meridiane dell’antico Islam, unico per ora nel mondo occidentale e l'altro su elementi per calcolare gli orologi solari. Non si contano i vari articoli pubblicati su riviste specializzate nazionali (Orologi solari, La gnomonica,) e straniere (NASS, Bulletin),spesso presentati in diverse conferenze. Impegno che gli valse anche riconoscimenti dalle associazioni gnomoniche straniere. Fu tra i primi partecipanti dei Seminari di Gnomonica, incontri tematici che si svolgono ancora oggi in modo turnario e cronologico nelle varie Regioni d'Italia. Non si contano gli gnomonisti (sia solo teorici che realizzatori di meridiane) che nell'ultimo trentennio hanno avuto per le mani qualche suo scritto o qualche suo programma informatico relativo al calcolo degli orologi a sole. E non solo quelli "semplici" su un piano comunque inclinato, ma anche quelli su superfici coniche o comunque complesse. E l'ingegnere modenese distribuiva gratuitamente e bonariamente (con una didattica chiara e semplice a lui congeniale derivata dalla lunga docenza) consigli, indicazioni e suggerimenti.

Il suo contributo per lo "specchio di Viganella"

E proprio grazie alla gnomonica che anche chi scrive lo conobbe già dai primi anni '90. E grazie ai Seminari nazionali di Gnomonica, anche Rosario Mosello, Guido Dresti, Rudy Piralla, Paolo Gattoni e Nicola Coco (per citare solo alcuni degli gnomonisti del VCO) oltre allo svizzero Augusto Gaggioni. E già dal 2003, da me consultato, importanti furono i suoi giudizi e consigli sull'idea dello Specchio di Viganella. Colloqui che sfociarono in un incoraggiamento a proseguire su quella via così apparentemente folle perchè mai tentata nè pensata sino ad allora da alcuno. Del suo coinvolgimento a Viganella lo stesso Ferrari in una sua lettera a un noto gnomonista italiano dell’ottobre 2005, ben ne definisce ruolo e appassionata partecipazione:

Caro amico, la ringrazio per il suo interessamento al "Progetto Viganella ".
Questo progetto è  completamente frutto della fantasia e dell'invenzione di Giacomo Bonzani (architetto - gnomonista) che abita a Villette, paesino vicino a Viganella.
Personalmente ho soltanto scritto, per l'arch. Bonzani,  una semplice relazione sulla fattibilità del progetto, che ha in parte contribuito alla sua iniziale conoscenza, ma non sono coinvolto direttamente né nella progettazione definitiva, né nella sua esecuzione”.

Si sa come finì e nel dicembre 2006 all'inaugurazione dello specchio, (realizzato dal Prof. Emilio Barlocco di Savona col supporto ingegneristico locale dell'Ing. Francesco Brambati di Domodossola) Gianni Ferrari sulla piazza di Viganella, davanti alle TV di tutto il mondo, ebbe dal sindaco Pierfranco Midali il suo riconoscimento com'era giusto che fosse.

 

La famiglia ed altri legami con l'Ossola

Ma non solo lo specchio di Viganella univa Ferrari all'Ossola, infatti alcuni vigezzini ricorderanno il pittore Antonio Vandini, docente alla scuola di Belle Arti di S. Maria Maggiore ed alle medie domesi, scomparso alcuni decenni fa. Ebbene il prof. Vandini, era  modenese e zio materno del Ferrari. Inoltre la moglie Giovanna appena laureata vinse un concorso per Segretario comunale e venne destinata a Macugnaga. Rinunciò per un incarico a lei più congeniale, un Comune dell'Appennino modenese dove rimase sino al 1997, anno d'istituzione dell'Agenzia Autonoma che gestì l'Albo dei Segretari Comunali. Questo perchè data la sua esperienza venne chiamata a Bologna, presso la sede regionale di quel nuovo Organismo (diretto allora da un fratello di Prodi). Sempre sull'Appennino modenese la coppia si dotò di un buen retiro per le vacanze. La moglie Giovanna Baldini è figlia del filosofo prof. Mario Baldini (1913 - 2006),unico Senatore DC nella "rossa" Modena degli anni '60, che fu anche sottosegretario di Stato del 2° Governo Rumor.

La famiglia di Gianni e Giovanna crebbe coi due figli Francesco, medico in Inghilterra, e Margherita laureata in Lingue e letterature straniere che vive a Foligno. La coppia solita a girare il belpaese è stata anni fa anche in Valle Vigezzo dove incontrò Gim e Dresti.

 

Un prestigioso riconoscimento internazionale. A Gianni Ferrari nel 2017 è stato intitolato un pianetino in orbita tra Marte e Giove, scoperto nel febbraio 2007 dagli astrofili Luciano Tesi e Giancarlo Fagioli  del Gruppo Astrofili della Montagna Pistoiese (GAMP) di San Marcello Pistoiese. L'assegnazione dell'asteroide  n. 315046 all'ing. modenese è avvenuta su segnalazione degli stessi scopritori al Minor Planet Center di Cambridge negli Stati Uniti, presso la sede dello Smithsonian Astrophysical Observatory (SAO),responsabile internazionale per la designazione di corpi minori del sistema solare (asteroidi, comete e satelliti naturali) sotto l’egida dell’IAU (Unione Astronomica Internazionale). Tesi e Fagioli avevano conosciuto la notevole attività del Ferrari nel campo dell'astronomia e della gnomonica tramite il comune amico Suci valente gnomonista toscano. Questi i riferimenti web del pianetino "Gianniferrari" n. 315046 : https://ssd.jpl.nasa.gov/sbdb.cg

Alla Signora Giovanna, ai figli Francesco con Nada, Margherita con Riccardo, al fratello gemello Arch. Nanni, si aggiungano alle numerose manifestazioni di cordoglio anche quelle di questa redazione

Gim Bonzani
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