Si amplifica sempre più il problema lupo in Valle Anzasca

bannio anzino -

È di questi giorni la segnalazione di una strage di pecore compiuta sui contrafforti del Pizzo San Martino, lato dell’Alpe Lavazzero.
Abbiamo sentito Walter Pozzoli che lassù ha mandato, come facevano da decenni i suoi avi, le sue capre:
"La strage prosegue da tempo. Io, per ora, non ho perso molti capi, ma il pastore che è salito con le pecore a Lavazzero ha subito perdite molto consistenti.
Oltre alle sue pecore, lui custodiva anche animali di diversi proprietari di Calasca. Alcuni si sono visti annientare il numero delle loro bestie, altri lamentano perdite del 90%. Il mio collega vorrebbe radunare le pecore rimaste e scendere a valle ma gli animali si sono rifugiati in posti quasi inaccessibili e diventa molto difficile riuscire a radunarle. Il problema lupo purtroppo è esteso. Continuano gli assalti anche nel territorio di Bannio. All’alpe Baranca due lupi, in pieno giorno, hanno sbranato una pecora a pochi passi dalla baita dove c’era il pastore che è uscito e ha gridato ma i lupi non hanno mollato la preda.
In Val Baranca ci sono pastori professionisti con cani maremmani e ampi recinti, ma la situazione è insostenibile anche per loro. Lo spazio per recintare le bestie è poco e difficilmente perimetrabile. Le pecore sono costrette a restare per giorni nello stesso spazio compromettendo il pascolo medesimo e inoltre di notte è necessaria la presenza dell’uomo perché i lupi attaccano e le pecore spaventate possono abbattere la recinzione. Il nostro territorio non è facilmente controllabile e gestibile. La presenza del feroce carnivoro è segnalata anche sulle alture sopra Anzino. Il problema sta esasperando e avvilendo gli allevatori e segnerà l’abbandono della pastorizia montana. Se hai mille pecore e ne perdi una decina il danno c’è ma può essere ponderato, ma sei hai sette pecore e ne perdi sei è la fine. Sono tanti quelli che tenevano pochi capi di bestiame utili a mangiare l’erba nei piccoli alpeggi adesso tutto rischia di essere abbandonato a causa del lupo che sarà anche un riequilibratore ambientale ma è un terribile distruttore di una povera economia montana. In alcuni alpeggi di media montagna si mandavano gli asini a pulire il pascolo, adesso non è più ipotizzabile una simile azione, sarebbe la fine per gli asini. Aggiungo un fatto, vicino a casa nostra è stato visto un lupo e relativo piccolo, prima anche alla sera i bambini uscivano a giocare o passavano da una casa all’altra adesso i bambini soli non usciranno più! Se poi si osserva anche la strage di animali selvatici, documentata con eloquenti fotografie, si può capire che la situazione sta diventando insostenibile. Non ultimo nasce una problematica collaterale: chi, a protezione del gregge, ha adottato l’uso dei cani maremmani causa un involontario pericolo a coloro che vanno a camminare sui nostri magnifici sentieri. Se coloro che passano sul sentiero transitano nei pressi del gregge il maremmano non riconosce la persona che vede come un possibile assalitore e quindi lo attacca. Se poi colui che passa ha un cane con sé la situazione peggiora maggiormente. Il ritorno stabile del lupo ha stravolto un secolo di vita alpina fatta di ritmi e tradizioni d’allevamento che oggi vengono violentemente annullate. Nelle vallate confinanti, Valstrona e Valsesia la situazione è anche peggiore
".
Nel frattempo nella vicina Confederazione Elvetica il Consiglio Nazionale ha dato autorizzazione ai singoli Cantoni che potranno prevedere anche l’uccisione del lupo, senza dover più considerare il numero delle pecore da lui uccise.   

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