Tempi duri per Ossola, divisa e litigiosa

DOMODOSSOLA -

Ha ragione Claudio Cottini, sindaco di Santa Maria Maggiore: l'Ossola politica non c'è più. E' naufragata sulle divisioni politiche - spesso deleterie e contarrie alle vere esigenze della popolazione -, sulle contrapposizioni personali, sui contrasti di interessi politico-amministrativi che il cittadino capisce poco.

Il Ciss Ossola ne è solo l'ultimo esempio. Ma ci mettiamo anche le divisioni sulla sanità. La nascita di quattro Unioni montane. La frattura sulla gestione dei rifiuti, su Interconnector . Più quella che il Pd chiama campagna acquisti da parte del sindaco domese che sta portando a Domodossola uffici che per anni sono stati altrove.

Sull'ospedale nuovo la situazione è evidente. Domodossola naviga da sola, scortata da alcuni sindaci di centrodestra che poco credono nella nuova struttura in collina. Il Ciss è diventato il fronte più duro dello scontro politico, sia per la gestione dei migranti - con Domodossola che ne trae beneficio vedendo scendere il numero di stranieri ospitati in città - , che per la scelta di un Ciss unico che solo il Pd perora. Anche andando contro lo studio di fattibilità che rimarca come un solo ente consortile non sia il masssimo della vita.

Poi passiamo ad Interconenctor, con certi Comuni (più la Regione) che sposano il progetto Terna e altri che lo osteggiano. Ma qui non c'è una linea poltica ben precisa.

Ovvio che la nascita di 4 Unioni montane al posto di una sola Comunità (l'ex Valle Ossola) ha contribuito a spaccare la compatezza dell'Ossola.

Un quadro che certo depone a sfavore della classe politico-aministrativa locale, sempre più litigiosa e sempre meno impegnata a fare il bene della popolazione ossolana.

Renato Balducci
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