Una cordata di privati nel futuro degli impianti di Macugnaga?

Se ne è discusso in Kongresshaus durante il consiglio comunale

macugnaga -

Seduta straordinaria del Consiglio Comunale di Macugnaga per affrontare lo scottante tema della realizzazione della nuova seggiovia Pecetto-Burki-Belvedere.
Venerdì della scorsa settimana, in seduta pubblica presso la Kongresshaus con la garanzia del distanziamento sociale, l’Amministrazione comunale ha portato in discussione la proposta avanzata da un gruppo di imprenditori ossolani che ha presentato, tramite un loro rappresentante, una “Lettera d’intenti” con cui la cordata di investitori presenterebbe all’Amministrazione macugnaghese il progetto per la realizzazione di una seggiovia ad ammorsamento automatico e poi si impegnerebbe a partecipare a quello che dovrà essere il Project Financing. La “Lettera d’intenti” resta comunque non vincolante tra le parti.

La novità di questo interessamento dei privati, ha portato poi nei giorni scorsi il sindaco Corsi a Torino per discutere del finanziamento regionale da 7,5 milioni destinato alla società pubblica Monterosa 2000 per la realizzazione del grande Comprensorio sciistico (Macugnaga – Alagna – Mera).

Con la nuova giunta regionale guidata da Alberto Cirio, infatti, il Comune di Macugnaga si trova a dover rivedere urgentemente i programmi relativi alla realizzazione della nuova seggiovia Pecetto-Burki-Belvedere. La Regione dovrà destinare i 7,5 milioni, già messi a bilancio dalla passata giunta regionale guidata da Chiamparino, al Comune ossolano e non più alla società pubblica Monterosa 2000, solo così il Comune guidato da Corsi potrà 'aprire' all'ingresso dei privati.

La proposta messa ai voti è passata con l’astensione di un consigliere di maggioranza e la ferma opposizione della minoranza (assente per emergenza Covid-19 il vicesindaco Paolo Gramatica).
La minoranza ha chiesto che oltre al progetto molto oneroso per la realizzazione della seggiovia ad ammorsamento automatico ne venga predisposto anche uno ad ammorsamento fisso realizzabile con il solo finanziamento di cui il Comune beneficerà perché gli investitori privati potrebbero sempre ritirarsi e quindi ci sarebbe il serio e preoccupante rischio di restare senza impianto poiché i tempi tecnici sono molto ristretti: 3 anni e 9 mesi.

Si ricorda come, nella presentazione dell’accordo di programma, lo stesso sindaco Stefano Corsi aveva sottolineato: “Calcolando in nove mesi i tempi burocratici, bisognerà accelerare al massimo le possibilità realizzative onde poter cantierare l’opera nel maggio 2021”.
La spaccatura fra maggioranza e minoranza si avuta sul modo di approcciare la nuova realtà. La maggioranza ha puntato tutto sull’ottenimento della “Lettera d’intenti” del gruppo privato.
La minoranza ha invece proposto la presentazione immediata di un Project Financing con un invito rivolto a più investitori privati che entrerebbero a far parte di quella società mista, pubblico-privata, che dovrà realizzare l’impianto, gestirlo e nella stessa società dovranno anche confluire gli impianti del Comprensorio Staffa-Bill-Passo del Moro. Dovrà essere il Comune, che dispone di un capitale, a poter scegliere i nuovi partner senza alcuna preclusione. La minoranza ha sottolineato che affinché l’Amministrazione comunale possa fare delle libere scelte ben ponderate una semplice “Lettera d’intenti” non può essere sufficiente.
Bisogna presentare dei piani economici in cui siano evidenziati la fattibilità dell’impianto, la sua gestibilità, come verrà costituita la nuova società pubblico-privata, cosa succederebbe in caso di perdita d’esercizio.
Da parte sua Mario Ermini Burghiner, in qualità di presidente della Commissione Impianti ha chiesto che nella “Lettera d’intenti” sia inserita la clausola che qualsiasi sia l’accordo che sarà raggiunto riguarderà la totalità degli impianti di risalita macugnaghesi.
Non condividendo la linea scelta dalla maggioranza Ermini ha poi annunciato che lascerà la presidenza della Commissione Impianti.
La minoranza ha anche rimarcato la mancanza di certezze relative ai consumi elettrici e del necessario potenziamento della linea, all’inserimento del telemix alla presentazione di un progetto armonico di quello che dovrà essere l’indotto che andrà ad accompagnare il nuovo impianto: parcheggi, piste, sentieristica, ristoranti, costruzioni aggiuntive per il ricovero delle seggiole e delle cabine.
Fra gli altri in sala era presente Umberto Locatelli, già presidente dell’Unione Industriale Vco che dovrebbe essere uno dei potenziali investitori.

Walter Bettoni
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