Vaccini: in 400 in piazza per reclamare la libera scelta

Verbania -

Almeno 400 persone hanno preso parte, ieri sera, alla manifestazione indetta dal “Comitato per la libera scelta Novara e VCO”, contro il decreto Lorenzin che prevede l’obbligo vaccinale per dieci patologie. Tante donne, madri e papà, ma anche tanti bambini hanno sfilato alla luce delle fiaccole lungo le vie di Intra, partendo da piazza Ranzoni, in un percorso che risalendo lungo San Vittore, ha portato i manifestanti a sfilare lungo corso Garibaldi, via San Fabiano, il lungolago e tornare in piazza Ranzoni.
Sono numeri importanti per Verbania - commenta Paolo Caruso, già assessore provinciale e da tempo impegnato nella divulgazione di una medicina ‘meno invasiva’ - del resto siamo convinti che qualora il decreto Lorenzin dovesse essere convertito in legge, non avrà vita lunga perché incostituzionale, perché è una forzatura. Sono importanti giuristi a dirlo, come Ferdinando Imposimato. L’obbligo vaccinale va contro la convenzione di Oviedo, che essendo stata sottoscritta dall’Italia è legge dello stato e che prevede che nessuno debba essere costretto alla cura se non è d’accordo; e poi va contro agli articoli 32 e 34 della Costituzione, per non parlare della carta dei diritti umani. L’Italia è il primo paese del mondo ad aver ampliato così tanto l’obbligatorietà dei vaccini, 10 più 4 che sono consigliati. In Europa, a partire dalla vicina Svizzera, per andare alla Germania, alla Spagna, al Portogallo, sono 15 i Paesi dove non vige alcun obbligo. Sono tutti folli? Eppure non ci risulta che in quei paesi ci siano delle epidemie”.
A sostegno della libera scelta, il comitato, del quale fanno parte anche genitori di bambini autistici, si appoggia a tesi mediche che avanzano seri dubbi, quando non negano, alcuni capisaldi, come la cosiddetta “immunità di gregge” (ovvero che crollando le vaccinazioni, alcune patologie possano riemergere),o anche la presenza di metalli pesanti in alcuni vaccini, cosa che, affermano, sarebbe strettamente connessa all’insorgenza dell’autismo; più in generale puntano il dito sulle “reazioni avverse”, la cui incidenza - dicono - viene ridimensionata da una stampa tutta a favore dei vaccini. “Eppure - conclude Caruso - se non così non fosse la legge italiana non prevederebbe un risarcimento (legge 210 del 1992),non sono informazioni di parte, ma dati di Aifa e del ministero della Salute, per cui dal 2014 al 2016 ci sono stati 21.600 casi di reazioni avverse, di cui 400 gravi, 5 i morti”.                 
 

Antonella Durazzo
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