Venerdì 18 su Rai 3 il docufilm 'Non far rumore' girato tra Svizzera e Ossola

DOMODOSSOLA -

Venerdì 18 alle 23.15 su Rai 3 andrà in onda in prima assoluta il toccante docufilm 'Non far rumore', realizzato da Alessandra Rossi e diretto da Mario Maellaro. Le riprese, girate principalmente in Svizzera, hanno interessato anche “La Casa del Fanciullo” di Domo e il “Il Treno dei bimbi” di Croveo.

Più di 2 milioni di italiani emigrarono in Svizzera nel secondo dopoguerra, purtroppo la legge elvetica del periodo non prevedeva nessuna forma di ricongiungimento familiare: per questa ragione si stima che tra i 15 e i 30mila bambini vissero in clandestinità. Il docufilm parla proprio di questi nostri connazionali che furono costretti, all’epoca, a far vivere nell'ombra i propri figli. Una pagina dimenticata dell’emigrazione italiana, raccontata attraverso le parole di quei bambini, oggi adulti, cui l’infanzia è stata negata perché figli di emigrati, una storia dolorosa che ha toccato anche le nostre zone.

Il documentario presenta testimonianze importanti, come quella di Toni Ricciardi, storico dell’emigrazione e autore di libri su questo delicato tema, o di Fabrizio Di Berardino e Franco Stelitano, due ex ragazzi della Casa del Fanciullo di Domodossola. Resoconti da cui traspare la tristezza, la solitudine e la rabbia che quei bimbi clandestini di ieri portano ancora dentro di sé, segni di una ferita mai rimarginata.

Tra le interviste anche quella di Nicoletta Bortolotti, autrice di 'Chiamami sotto voce', libro che tratta proprio il tema dei così detti “bambini proibiti”. La scrittrice svizzera è stata ospite quest’estate a Osso di Croveo al Treno dei bimbi al ritrovo degli ex ragazzi della Casa del Fanciullo.

Non ridere … non piangere ma soprattutto… non far rumore! Con questo documentario si chiude un cerchio del passato, nella speranza che questa triste realtà non si ripeta mai più, un grazie infinito a chi ha voluto veramente crederci, un lavoro svolto con grande fatica e grande amore, che dà pace e rende giustizia a tutti quei bambini che hanno veramente avuto un’infanzia difficile…”.

 

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