Il patron del Piedimulera Tomola: "Per noi il campionato è chiuso, non ha senso riprendere"

Sono 31 le squadre che hanno firmato la lettera che chiede l’annullamento

PIEDIMULERA -

L'emergenza sanitaria ha cambiato la vita degli italiani in ogni aspetto, dai più significativi a quelli di contorno. Tra questi ultimi c'è anche il calcio dilettantistico, che si è ovviamente arenato: l'ultima giornata dei vari campionati regolarmente disputata, al momento, è quella dello scorso 23 febbraio.

In questa situazione di stallo e di enorme preoccupazione per la salute collettiva, una grossa parte delle persone che portano avanti la giostra del calcio locale si è schierata contro un'eventuale ripresa dei campionati; tra loro c'è il presidente del Piedimulera Beniamino Tomola, che insieme al numero uno del Briga, Pier Giuseppe Ottone, ha raccolto le firme dei presidenti delle società dilettantistiche che non hanno intenzione di concludere i campionati in questa stagione, comunicandolo alla Lega Nazionale Dilettanti: “Davanti a tutto quello che sta succedendo, l'intenzione della LND di voler concludere i campionati non ha alcun senso” afferma Tomola.

Hanno fermato campionati professionistici e gran premi, ci sono calciatori di Serie A positivi, come pensano sia possibile ripartire a maggio? Le responsabilità sono esclusivamente a carico dei presidenti e non abbiamo intenzione di accollarcele”.

Il presidente dei gialloblù critica il modo in cui i vertici del calcio dilettantistico hanno gestito questa crisi: “Hanno detto che bastava dotarsi di medici sociali che misurassero la febbre ai giocatori, ma in questo periodo i dottori sono pochi persino per curare le persone che purtroppo stanno morendo” spiega. “La stagione non ha più senso: in Ossola ci sono stati morti conosciuti anche nello stesso ambiente calcistico. Con quale spirito si può andare avanti?”.

Tra le 31 squadre che hanno inviato al presidente della LND una lettera chiedendo l'annullamento dei campionati 2019-20 ci sono società piemontesi di tutte le divisioni, dall'Eccellenza alla Terza Categoria; persino alcune squadre liguri e lombarde, conosciuta l'iniziativa, avrebbero pensato di replicarla nei rispettivi comitati.

Noi abbiamo messo la faccia e deciso di non giocare, al contrario di alcune società del torinese che preferirebbero non rinunciare agli introiti dei tornei giovanili, che si svolgono tra aprile e maggio e sono una delle principali fonti di sostentamento delle squadre dilettanti” afferma Tomola. “Il calcio deve passare in secondo piano, anche se sarà dura ripartire a livello economico senza incentivi, perché in queste condizioni è impossibile chiedere sponsor, ci sono altre priorità. Molti di noi presidenti hanno aziende che stanno chiudendo, in questo periodo, e sarà molto difficile trovare in fondi per portare avanti il calcio dilettantistico, in ottica futura”.

In attesa di sviluppi, il Piedimulera e altre trenta squadre hanno deciso: “Ci adegueremo a eventuali reazioni della LND, ma per noi questo campionato è finito”.

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