Molta passione, tanta bravura e 378 gol. A 44 anni Alex Battro lascia il calcio

DOMODOSSOLA -

Smette,  a 44 anni, uno degli attaccanti più forti ‘made in Ossola’. Alex Battro, villese, classe 1975, dà l’addio al calcio, mondo nel quale era  entrato a soli 5 anni. Lascia dopo una carriera che ha ‘segnato’ vari campionati dilettanti.

Dire Alex è dire sport. Più di un allenatore che l’ha avuto ci ha sottolineato la serietà di questo ragazzo che non saltava mai gli allenamenti ed era sempre davanti a tirare il gruppo. Un esempio. E lo ammette anche lui.

‘’Si è vero. Ma questo è dovuto alla passione; se non hai passione non arrivi da nessuna parte.  Forse sono stato l’unico giocatore che è stato rimproverato perché si allenava troppo. Un anno a Villa, il dirigente Giuseppe D’Amelio mi mandò a casa perché  ero sempre al  campo:  giocavo nelle giovanili e in prima squadra ed ero tutte le sere della settimana ad allenarmi. Mi mando via dicendomi: Basta, vai a casa’’ ricorda Alex.  

Ammette di lasciare a malincuore un mondo che lo ha visto protagonista: Virtus Villa (dov’è stato a più riprese per un totale di 12 anni),Juve Domo, Gravellona, Piedimulera, Fomarco, Vogogna, Pievese, Premosello e infine la Varzese, con la quale ha chiuso la carriera.

Alex è un ragazzo trasparente, semplice ma quando parla di calcio gli si illuminano gli occhi. L’esordio in campionato nel Villa, nel campionato 1993-1994; in gol già nella prima partita contro l’Arona. Un vizio che l’ha accompagnato sempre. ’’Ho tenuto il conto – ammette Alex - , in tutto ho fatto 378 reti’’.  Parlano i numeri, parla la passione.  Un giocatore esemplare anche per comportamento. Poche le espulsioni, quasi tutte per doppia ammonizione. Mai un gesto fuori luogo, mai una reazione scomposta.

‘’Ho imparato da tutti: dagli allenatori e dai miei compagni – dice umilmente  - . Anche da quei miei compagni che magari giocavano poco, che però mi hanno insegnato molto col loro comportamento. Ragazzi coi quali mi lega l'amicizia’’.

Alcuni campionati vinti, tante soddisfazioni. ‘’Mi spiace lasciare ma a 44 anni  è ora. Certo il calcio è stata la mia vita’’ dice. Un allenatore che ti ricordi? ‘’Tutti direi, ma in particolare Adelmo (Paris ndr) quand’ero al Gravellona’’.

Alex non resterà nel mondo del calcio. ‘’No, stacco completamente -  dice - . Vorrei però impegnarmi, fare qualcosa per il mondo dello sport. Ho in mente di organizzare in zona una specie di giochi  senza frontiere per disabili. Per fare qualcosa di utile per chi è meno fortunato’’. 

Renato Balducci
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