Autovelox, in un caso il giudice dà ragione all'Unione montana

DOMODOSSOLA -

Ribaltata una delle sentenze con le quali il giudice di pace del Tribunale di Verbania  aveva cancellato una multa inflitta con l’autovelox ad un automobilista ossolano.  Il giudice del Tribunale, Maria Cristina Persico, ha accolto l’appello dell’Unione montana valle Ossola e riformato la precedente sentenza dichiarando legittimo il verbale elevato dalla polizia dell’Unione montana.La vertenza riguarda la contestazione immediata con gli autovelox installati dall’Unione in diversi paesi dell’Ossola, cioè sull’interpretazione degli articoli  200 e 201 del codice della strada. Il fatto era avvenuto in valle Vigezzo nel marzo 2017 con l'auto che viaggiava a 64 km/h superando di 14 la velocità consentita.

L’automobilista, nel suo ricorso, contestava di non essere stato fermato sul posto dell’infrazione e di non aver visto alcun agente a presidiare l’autovelox. Motivazioni che l’Unione aveva contestato.

Il giudice, nelle otto pagine, della sentenza riforma la precedente  sentenza sostenendo che è estraneo alla controversia oltre che errato ‘’ogni riferimento alla mancata visibilità dell’agente perché lo stesso automobilista avrebbe ritenuto illegittimo il comportamento della pattuglia pur presente sul posto’’. Inoltre scrive che pure ‘’è errato il riferimento alla circostanza che la velocità rilevata poteva essere oggetto di contestazione immediata con i seguenti dubbi sull’idoneità dello strumento rilevatore stante che l’accertamento era avvenuto per mezzo di apparecchi di rilevamento direttamente gestiti dagli organi di polizia locale e nelle loro disponibilità che consentono la determinazione dell’illecito in tempo successivo’’.

Renato Balducci
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