Conticelli e Barazzotto: "Sulla caccia una indecorosa marcia indietro dei 5 Stelle"

Torino -

"Una "rappresaglia". Non si puó definire altrimenti il fuoco di fila di questi giorni contro la Regione Piemonte da parte del Governo a firma Lega e 5 Stelle. E che sotto la scure leghista sia caduta pure la legge sulla caccia é paradossale. Abbiamo trascorso mesi di discussione, prima in commissione e poi in aula, a sentirci dare "lezioni" di ambientalismo dai colleghi del Movimento 5 Stelle. Peraltro per dotare la nostra Regione nuovamente di una legge di gestione dell’attività venatoria, dopo che la giunta guidata dal leghista Cota aveva cancellato con un colpo di mano la legge piemontese, lasciando dietro di sé un vuoto normativo inedito per il Piemonte.

In particolare l’articolo 6 impugnato ieri introduce un elemento di trasparenza, cioè la possibilitá del silenzio assenso sulle richieste motivate dei proprietari che intendano vietare la caccia sui propri terreni. Un aspetto su cui i 5 stelle insieme al Partito Democratico avevano molto insistito. Peraltro una tutela della libera scelta dei cittadini sulla loro proprietá. Ora la legge é stata impugnata dal Governo di centro destra, per lanciare un chiaro messaggio alle lobbies piú intransigenti dei cacciatori. Le preoccupazioni ambientaliste e di tutela dell’avifauna piemontese sono giá dietro le spalle".

Lo affermano i Consiglieri regionali Nadia Conticelli e Vittorio Barazzotto, Partito Democratico
 

(C.S.)

Comunicato stampa
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