Don Francesco Antonioli, un illustre ma quasi sconosciuto vigezzino, "Giusto tra le Nazioni"

toceno -

S'intitola "Don Francesco Antonioli, un illustre vigezzino Giusto tra le Nazioni" il nuovo libro, fresco di stampa, di Marco De Ambrosis. La pubblicazione verrà presentata domani, domenica 26 agosto alle 21 presso la sala parrocchiale di Toceno durante la serata organizzata in collaborazione con la Pro loco e che sarà allietata dagli interventi musicali di Roberto Bassa e Renata Sacchi.

Si legge nella prefazione della pubblicazione, che è arricchita da numerose foto storiche e documenti inediti ed è edita da Ultravox (la stessa editrice di Ossolanews e Verbanonews): "Umiltà personale e riservatezza della famiglia hanno reso il salesiano don Francesco Erminio Antonioli (Druogno 1878 – Lugano 1965) quasi uno sconosciuto in patria, mentre, a Gerusalemme, il suo nome è scolpito tra quelli dei “Giusti tra le Nazioni”. Dei settant’anni di vita religiosa ben cinquantasei li passò come superiore: catechista, prefetto, direttore, ispettore. Legnago, Gorizia e Mogliano Veneto furono le prime case salesiane da lui dirette. Per ventisei anni fu direttore capace ed apprezzato. Investito di autorità Ispettoria Veneta e Novarese, ricoprì la carica di direttore dell’Istituto Pio XI di Roma, dando rifugio nel 1943-1944 a rifugiati politici, orfani, sfollati e sinistrati di guerra oltre che a settanta ebrei, per lo più  bambini e ragazzi, sottraendoli alla deportazione nei Lager".

"Questa pubblicazione - spiega Marco De Ambrosis - incarna il tentativo di “riallacciare” la vita di don Francesco alla Valle Vigezzo, sua terra d’origine:  un’amena vallata ossolana che gli ha dato i natali e dove ora riposano le sue spoglie terrene. Dopo la sua morte avvenuta a Lugano il 28 maggio 1965, la casa salesiana ha infatti accolto il desiderio del sacerdote di riposare nella tomba di famiglia nel cimitero di Druogno, accanto alla madre. Ora, dopo tre anni di ricerche e grazie alla grande disponibilità dei parenti di don Francesco, è stato possibile raccogliere ulteriori, preziose, notizie, che si vanno ad aggiungere a quelle ottenute dagli istituti salesiani interpellati e dal Comune e la parrocchia di Druogno. A oltre 50 anni dalla sua scomparsa, 53 per la precisione, si sono quindi aggiunti nuovi tasselli, specificatamente più “vigezzini”, allo studio della figura del sacerdote, un illustre ossolano, forse da oggi, un po’ meno sconosciuto".

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