I 5 Stelle domesi intervengono sulla questione video slot

DOMODOSSOLA -

DOMODOSSOLA - «La legge regionale sulla ludopatia non viene applicata i molti Comuni del Vco e non solo». E’ questo l’allarme lanciato dal MoVimento 5 stelle ossolano che, a distanza di un paio di settimane dall’applicazione effettiva della legge Regionale numero 9/2016, hanno notato diverse inadempienze da parte delle amministrazioni comunali.

«Da un lato ci sono le distanze dalle cosiddette “zone sensibili”, che variano dai 300 ai 500 metri nelle città, l’aspetto forse più vistoso della legge, che ha portato alla chiusura e che porterà alla rimozione di centinaia di slot machine presenti nei bar - hanno spiegato i pentastellati -. Ma l’articolo 6 della legge, che è molto chiaro, parla di regolamentare e normare gli orari di funzionamento delle slot machine ancora presenti sul territorio comunale, che devono chiudere per almeno 3 ore al giorno rispetto all’orario di apertura dell’esercizio commerciale. Per legge i Comuni avrebbero dovuto emanare apposite ordinanze già nel mese di luglio 2016. Oggi, a più di un anno e mezzo di distanza, quante amministrazioni hanno provveduto a normare questo aspetto, se escludiamo Domodossola e pochi altri Comuni?».
Il gioco d’azzardo, il cui volume di gioco annuo ammonta a 98 miliardi di euro, di poco inferiore alle spese per il mantenimento del Servizio sanitario nazionale, è ormai una vera e propria piaga sociale.

«I dati regionali riportati dal consigliere Gianpaolo Andrissi sono preoccupanti - spiegano le domesi Monica Corsini e Milena Ragazzini -: l’indagine IPSAD del 2011-2013 stima una prevalenza di giocatori d’azzardo problematico/patologici che potrebbero avere necessità di trattamento di 256mila residenti in Italia, a cui si aggiungono 800mila soggetti a rischio non trascurabile. Riprodotta in Piemonte, dove i dati della prevalenza di gioco sono in linea con la media nazionale, la stima sarebbe di 19mila soggetti patologici e circa 60mila persone a rischio non trascurabile. Questo testimonia, che il tasso dei soggetti trattati in Piemonte, come nel resto dell’Italia, è ancora molto distante (meno del 10%) dal valore dei pazienti potenziali. Nel Vco si parla di poche decine di ludopatici in cura all'Asl, a cui si aggiungono i numerosi gruppi di autoaiuto quali i Giocatori anonimi».

«Dopo il tentativo, fallito, di Chiamparino per modificare la legge sul gioco d’azzardo su pressione del sottosegretario Baretta - spiega il deputato novarese Davide Crippa -, ritardandone l’entrata in vigore per preservare le lobby, apprendiamo che molti Comuni non applicano questa legge. Le slot non sono che la punta dell’iceberg dell’enorme giro d’affari del gioco d’azzrdo. Pensiamo ad esempio al rinnovo della concessione per i Gratta e vinci alla IGT (ex GTECH ed ex Lottomatica),che il Governo Gentiloni ha letteralmente regalato alla cifra, bassissima, di 800 milioni di euro per altri 9 anni».

 

Davide Crippa, Movimento 5 Stelle Domodossola

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