Il Consiglio di Stato chiede una perizia sulle distanze minime per le slot

DOMODOSSOLA -

Pochi giorni fa Consiglio di Stato era intervenuto sul ricorso che vedeva contrapposto un operatore del gaming e il Comune di Domodossola relativamente alla “approvazione del regolamento comunale per le sale giochi e per l’installazione di apparecchi elettronici da intrattenimento o da gioco” . La sentenza aveva dato ragione all’amministrazione Pizzi. Ora  però, il Consiglio di Stato entra nel merito sull’introduzione della distanza di 500 metri dai luoghi sensibili ed ha deciso di realizzare una perizia (affidata all'Ufficio delle Entrate di Torino)  per “stabilire se, tenuto conto della conformazione naturale e della disciplina urbanistica vigente nel Comune di Domodossola, sia attendibile ritenere che l’applicazione del criterio della distanza dai siti sensibili individuati dal regolamento del Comune di Domodossola, unitamente al criterio delle modalità di ubicazione, estensione e conformazione dei locali di cui all’art. 6 del medesimo regolamento, determini che non sia in assoluto possibile la localizzazione sull’intero territorio comunale degli apparecchi da gioco e, comunque, di riferire la percentuale di territorio nella quale tale preclusione verrebbe ad operare”.

Sotto le lente di ingrandimento della Corte finisce così la legge regionale 9/16 sulle slot, che potrebbe essere a rischio legittimità costituzionale se venisse confermato l’effetto espulsivo delle slot dai territoricomunale.

Renato Balducci
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