Inaugurato a Craveggia il nuovo centro culturale ed espositivo “Giuseppina Guglielmi”

Craveggia -

Craveggia investe nell’arte e nella cultura. E’ stato inaugurato sabato pomeriggio il Centro Culturale ed Espositivo intitolato alla benefattrice Giuseppina Guglielmi. Un nutrito pubblico ha preso parte al momento celebrativo organizzato dal Comune in collaborazione con la Pro loco e il Gruppo "Arte in Atelier" presso il palazzo Guglielmi. “E’ nostra intenzione fare rivivere questo immobile, in passato orfanotrofio, trasformandolo in un moderno centro aggregativo artistico-culturale” ha spiegato il sindaco Paolo Giovanola. Le potenzialità ci sono tutte, come ha evidenziato il critico d’arte e presidente di Orizzonti Contemporanei, Enzo Nasillo, ponendo l’accento sulle bellezze artistiche di Craveggia e rivolgendosi in particolare ai bambini presenti all’inaugurazione, affinché cerchino con entusiasmo di assecondare la propensione all’estro e all’ispirazione, possibili custodi di talento; la loro presenza a Craveggia era dovuta anche alla cerimonia di consegna dei diplomi di merito per aver partecipato al primo corso di disegno e pittura. William Cerrina, dell’associazione Arte in Atelier, attiva in Valle Vigezzo (prima a Malesco, poi  a Craveggia) dal 2006, ha illustrato i corsi che annualmente vengono organizzati, compresi quelli inerenti l’affresco; una tecnica antica, che parte dalla calce ricavata dal calcare: una tradizione anche della Valle Vigezzo, rispolverata dall’oblio da Giuseppe Bergamaschi e Remo Cavalli. I due vigezzini, unitamente ad un gruppetto di appassionati artigiani, si prodigano per la valorizzazione delle antiche fornaci della Valle Loana. “Sono antichi manufatti della cultura materiale, sfruttati sin dal 1600 e abbandonati sul finire del secolo scorso” ha spiegato il giornalista Marco De Ambrosis, che ha trattato il tema prendendo spunto dal suo ultimo libro “Percorsi di Pietra in Valle Vigezzo” (Edizioni Ultravox),nel quale effettua un’attenta disamina sull'impiego della pietra nelle tradizioni vigezzine: la pietra che, si legge nella prefazione della pubblicazione “trasuda di storia con i "Ses d'la lesna" della Colma di Craveggia, le miniere del ferro di Re, la pietra ollare della Valle del Basso e le curiosità geologiche di Finero. Storia e fatiche, come quelle che ci riportano alla magia del suggestivo alpeggio di Caneto. Ma anche la pietra dipinta, come il curioso percorso ideato a Villette da Federica Ramoni. Sentieri di sasso e percorsi di pietra. Ovvero: la roccia in montagna quale cardine della cultura identitaria di un territorio, che si declina nelle espressioni artistiche, negli usi e nelle tradizioni.Tesori da (ri)scoprire e difendere, aprendouna sorta di finestra sulla storia - passata e presente - della roccia vigezzina, attraverso un viaggio alla riscoperta delle sue ricchezze paesaggistiche e antropiche. La montagna è roccia, e la pietra trasuda di storia, arti, mestieri e antiche usanze. Il sasso al centro del lavoro dello scalpellino, dello scultore e dell'artista. Ma la pietra vista anche come un libro aperto sulle particolarità geologiche di questa vallata alpina. Conoscere per valorizzare, riconoscere per non dimenticare. E tramandare alle nuove generazioni, come avviene per gli antichi mestieri". Un pubblico nutrito, si diceva: all’inaugurazione erano presenti, fra gli altri, il parroco don Stefano Gallina e i sindaci di Santa Maria Maggiore, Claudio Cottini, di Toceno, Tiziano Ferraris e di Villette, Pierangelo Adorna.

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