Le ferite dell'alluvione del '78 rimangono aperte nel ricordo di quei tristi giorni

SANTA MARIA MAGGIORE -

Ricordare per non dimenticare. Quarant’anni fa la Valle Vigezzo conobbe il dramma dell’alluvione. Lunedì 7 agosto 1978 tutto d’un tratto il cielo si fece cupo e ci fu il finimondo. Lo ha ricordato lo scrittore vigezzino Benito Mazzi ieri durante il partecipato incontro organizzato presso l’Unione Montana: “Le nuvole erano diventate di colore nero ma anche giallo, addirittura viola, gli anziani, preoccupati, dicevano che non avevano mai visto un cielo così”. Le vittime furono 14 anche se, ha aggiunto Mazzi “il numero esatto non si saprà mai>>. Il 7 agosto di 40 anni fa la Valle dei Pittori visse una delle sue pagine più drammatiche. L'apocalisse vera e propria durò un paio d'ore: colate di fango inghiottirono nella notte ponti, strade, case e pure la linea ferroviaria. Immediatamente però si mise però in moto la macchina della solidarietà e pian piano le ferite della montagna si rimarginarono e si ricostruirono ponti e infrastrutture e la  Valle si risollevò e tornò in piedi. Rimane però tutt'oggi viva nella memoria quella triste giornata di devastazione e paura.  Il convegno di ieri è stato moderato dal giornalista (e presidente della Fondazione Comunitaria del VCO),Maurizio De Paoli. “Questa alluvione segnò profondamente la mia vita – ha detto Vincenzo Coccolo, geologo della Regione , in prima linea in quei drammatici giorni in Valle Vigezzo -. Nella prima fase dell’emergenza sono intervenute ingenti forze: 965 uomini, 16 elicotteri, 569 missioni”. E’ stata poi ricordata la grande solidarietà e l’impegno del volontariato, in anni in cui non esisteva ancora la Protezione civile, così com’è oggi organizzata.  “Le alluvioni ci sono sempre state e anche i danni. Certi fenomeni però – ha ammonito Sante Bajardi, allora vice presidente della Regione Piemonte – sono aggravati dal comportamento degli uomini che non hanno rispetto per la natura. In quell’occasione si sono gettate le basi per la protezione civile”. Al termine è stata inaugurata una mostra fotografica sull’alluvione, curata da Rosanna Ramoni (mentre prima del convegno l’architetto Gim Bonzani aveva illustrato il significato del monumento, sempre legato all’alluvione, realizzato alcuni anni fa nello spazio verde antistante la sede dell’Unione montana). Al termine dell’incontro, prima della santa messa officiata a Druogno, De Paoli ha annunciato un importante traguardo: l’acquisto del nuovo mezzo per i vigili del fuoco volontari del distaccamento di Santa Maria Maggiore. “La Valle Vigezzo ha fatto il miracolo – ha affermato  De Paoli – sono stati raccolti i 170 mila euro necessari per l'acquisto del mezzo. L'iniziativa rientra nell'ambito del fondo Soccorso Sicuro presso Fondazione Comunitaria che mira a sostituire i camion ormai troppo vecchi di tutti e 9 i distaccamenti locali dei pompieri, per un valore complessivo di 1 milione e 800 mila euro”.

 

Marco De Ambrosis
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