L'esperienza di pre-morte vissuta da un'ossolana sarà di aiuto all'attore Andrea Bosca

DOMODOSSOLA -

L'esperienza ai confini della morte vissuta da un'ossolana sarà di aiuto all'attore Andrea Bosca per l'interpretazione della nuova serie della fiction televisiva, che andrà in onda nella primavera 2019 su Rai 2 dal titolo “La Porta Rossa”. La domese Daniela Bariletti cinque anni fa ha sperimentato un “viaggetto in cielo” a causa di un arresto cardiaco. L'attore ha voluto ascoltare la storia di persone che hanno vissuto realmente quest'esperienza tra queste quella della domese. La donna che si sente una miracolata, si è poi ripresa grazie al cardiochirurgo Andrea Audo e ha in seguito raccontato la sua esperienza pre morte al medico. L'attore venuto a conoscenza del caso recentemente ha voluto incontrarla con il cardiochirurgo Daniela Bariletti per farsi raccontare la straordinaria esperienza. Su mia richiesta ha accettato di raccontare la sua storia. “ Ero andata all'ospedale di Alessandria per riparare la valvola mitrale. Durante l'intervento – spiega Bariletti - mi fu riscontrata un'anomalia aortica è seguito un flusso di sangue inarrestabile, durante il tamponamento è subentrato un arresto cardiaco con conseguente ictus cerebrale. Ero già stata coperta completamente con un lenzuolo perchè ritenuta morta, ma il cardiochirurgo Andrea Audo fece un ultimo disperato tentativo attraverso un intervento di chirurgia toracica estrasse il cuore lo pompò a mano e il cuore ripartì; seguì un'operazione di nove ore e il coma farmacologico di nove giorni prima della graduale ripresa durata cinque mesi e vissuta tra gli ospedali di Alessandria e di Veruno”. Al risveglio Daniela Bariletti raccontò la sua esperienza nota come NDE(sigla dell'espressione inglese Near Death Experience, tradotta in italiano come esperienza di pre-morte). Si tratta di fenomeni descritti in genere sia da soggetti che hanno ripreso le funzioni vitali dopo aver sperimentato, a causa di gravi malattie o eventi traumatici, le condizioni di encefalogramma piatto o di arresto cardiocircolatorio sia da soggetti che hanno vissuto l'esperienza del coma. “Non ho visto un tunnel come molte altre persone che hanno avuto esperienze di pre morte, ma ho sentito il medico che diceva 'l'abbiamo persa'. Ricordo di aver desiderato mangiare qualcosa e che una suora, che io ho identificato come suor Maria Carmela la mia insegnante al Rosmini morta anni prima, che era tanto affezionata a me, mi ha imboccata dicendomi che dovevo riprendermi. Ricordo anche di aver visto dei piedi mozzati. Il cardichirurgo rimase sorpreso e chiese se in ospedale vi erano state della amputazioni. Infatti fu riferito che lo stesso giorno in cui fui operata io furono amputati i piedi ad una suora. Ringrazio Dio per quest'esperienza che mi ha fatto riflettere, capire e dare valore alle cose di ogni giorno. L'ultimo pensiero prima della somministrazione dell'anestesia fu l'immagine di Gesù Misericordioso al quale mi affidai dicendo 'Gesù confido in te' e sono sicura che a guidare la mano del cardiochirurgo sia stato qualcuno dall'alto”.

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