Macugnaga, ricordato il 146° di fondazione degli Alpini

macugnaga -

Sabato scorso Macugnaga ha ospitato la grande manifestazione della Sezione Alpini Domodossola in occasione del 146° anniversario di costituzione del Corpo degli Alpini.

Il maestoso raduno ha visto partecipare centinaia di alpini provenienti da tutta l’Ossola e da Sezioni e Gruppi vicini.

In piazza Municipio si è tenuta la cerimonia d’ ”Onore ai Labari e ai Vessilli” a cui è seguita la sfilata aperta dalla Fanfara Alpina Ossolana, diretta dal maestro Antonio Manti e presieduta da Carlo Lanti.

Con il direttivo sezionale hanno sfilato i sindaci, le rappresentanze delle diverse associazioni militari in congedo, le Associazioni di Macugnaga: Vigili del Fuoco Volontari, Guide e Soccorso Alpino, Volontari dell’Ambulanza, Sezione Cai. Poi preceduti dal Gonfalone del Comune di Macugnaga, il Labaro dell’Istituto Nastro Azzurro, sez. Ossolana; il Labaro della Sez. Alpini di Domodossola, il Labaro della Sez. Alpini di Intra e una fiumana di gagliardetti dei diversi Gruppi Ana presenti oltre a tanti alpini.

La Sezione di Domodossola ha consegnato una targa a Antonio Schiubola per il prezioso lavoro da lui svolto in sezione. Un premio speciale è andato agli alpini: Ferdinando Iacchini di Macugnaga; Aldo Celmi di Varzo; Roberto Fanetti di Alagna e Antonio Perino di Usseglio, loro sono i componenti della squadra del Battaglione Susa che nel 1966 ha vinto in Norvegia, la prova di fondo durante le manovre militari della NATO, battendo i favoritissimi norvegesi.

Alle premiazioni sono seguite la deposizione della Corona d’alloro al Monumento ai Caduti e la S. Messa solenne, celebrata dal prevosto di Macugnaga, don Maurizio Midali e accompagnata dai canti del Coro Ana della Sezione di Domodossola.

Un ricordo particolare è stato dedicato a Giovanni Bionda, nativo di Vanzone ma residente a Macugnaga, ricordato come il primo caduto della Grande Guerra. Giovanni Bionda morì all'alba del XXIV maggio 1915 (ore 4,30) sul monte Hernic, al Passo Zagredan nella zona del Monte Nero (alta valle dell'Isonzo). Era di pattuglia e i soldati italiani non avevano ancora sparato un colpo. Pronti e via! Aveva vent'anni. Era del 1895.

Foto Archivio

 

 

Walter Bettoni
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