Mercato immobiliare in ripresa sulle Alpi, Uncem: ”Al lavoro per favorire vendita e recupero degli edifici”

Roma -

"Calano i prezzi, ma la domanda immobiliare è in ripresa nelle principali località alpine. Non va bene il mercato nelle località minori. Ed è qui che vogliamo come Uncem lavorare, assieme a tanti Sindaci che si stanno impegnando per dare nuove vesti ai loro paesi, migliorarli continuamente per renderli più attrattivi, contribuire alla crescita del mercato e al valore degli immobili. L'Ufficio studi Tecnocasa ci spiega che si prediligono la vicinanza alle piste o il posizionamento in centro paese, le abitazioni in pietra e legno in tipico stile montano. Quest'ultimo dato è positivo. Il patrimonio immobiliare nelle Alpi e negli Appennini soffre però la mancanza di interventi di ristrutturazione che ci auguriamo ecobonus e bonus ristrutturazioni, confermati nella legge di bilancio, possano incentivare. La domanda in ripresa, nonostante in diverse Regioni diminuiscano in media i prezzi degli immobili, è un buon segnale. Servono interventi per i borghi alpini e appenninici nel loro complesso. Diverse Regioni stanno usando per questo obiettivo risorse del Programma di sviluppo rurale, fondi europei. Gli Enti locali possono stringere nuovi rapporti con i privati che certamente vanno ad agevolare la messa in vendita di immobili oggi non utilizzati. E poi il loro recupero, ai fini non solo di seconde case, ma anche produttivo. Al Governo e al Parlamento chiediamo però una nuova legge sul catasto, una riforma complessiva che aiuti a superare la parcellizzazione degli immobili oggi in stato di abbandono. Senza una norma che permetta di andare oltre la mancanza di eredi proprietari e che favorisca vendita e recupero, anche con stanziamenti ad hoc, troppi borghi alpini e appenninici finiscono per rimanere 'congelati', ruderi o poco più senza un mercato".

Così il Presidente Uncem, Marco Bussone in merito ai dati Tecnocasa sul mercato immobiliare in montagna. In sintesi, gli immobili turistici delle località di montagna hanno registrato prezzi in diminuzione dell'1,1% nel  primo semestre del 2018 rispetto al semestre precedente.  In Val d'Aosta il ribasso è stato dell'1,7% ma è il Piemonte la regione che ha avuto la contrazione più  forte, -6,0%, attribuibile sostanzialmente alle località minori. La domanda è in ripresa, orientata su piccoli  tagli e con budget entro 300 mila euro.

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