Radiolab Summer School - “ritiro scientifico” al rifugio Zamboni

macugnaga -

Dal 9 al 14 settembre Macugnaga ospiterà presso il Rifugio del CAI Zamboni-Zappa la prima edizione della RADIOLAB Summer School - “ritiro scientifico” ai piedi della parete Est del Monte Rosa.

Flavia Groppi docente di Fisica Sanitaria del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Milano presenta così l’evento: «Questa manifestazione fa parte di un progetto molto più ampio portato avanti presso diversi Dipartimenti di Fisica italiani mediante il “Laboratorio Radon” inserito nel Progetto Lauree Scientifiche finanziato dal Ministero Italiano dell’Università e della Ricerca Scientifica – MIUR - e da numerose Sezioni dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare – INFN – mediante il progetto RADIOLAB.

Tale progetto vede Professori Universitari e Ricercatori impegnati nella divulgazione della cultura scientifica con particolare attenzione alla Fisica Nucleare attraverso il coinvolgimento degli studenti delle Scuole Medie Superiori nella misurazione della radioattività naturale e del gas radioattivo naturale radon-222 in particolare.

Questo progetto è nato una quindicina di anni fa a seguito del fatto che la gente specialmente in Italia considera il tema della radioattività come un tabù. Del resto si sa che la mancanza di informazione porta a temere di più ciò che non si conosce, in altre parole la percezione del rischio – sensazione – spesso non corrisponde al rischio oggettivo che corriamo nelle attività di ogni giorno. E questo si applica in modo particolare al tema della radioattività.

Quindi un modo per affrontare questo tema e renderlo più accessibile al pubblico è quello di iniziare a discutere di radiazioni ionizzanti con le nuove generazioni e quindi con i ragazzi delle Scuole Medie Superiori, che vengono coinvolti in un’attività sperimentale di misurazione della radioattività naturale. Mediante un approccio prettamente sperimentale si fa capire loro come la radioattività naturale è una componente ed una parte imprescindibile e ineliminabile del ambiente in cui viviamo.

Con questo progetto i ragazzi comprendono come le radiazioni ionizzanti fanno parte della nostra vita quotidiana, che le sorgenti di radioattività si trovano nel suolo, nell’acqua, nell’aria che respiriamo e quali sono gli effetti di questa esposizione sulla salute dell’uomo. Si vuole inoltre sviluppare una nuova modalità di insegnamento per i docenti di fisica delle Scuole Medie Superiori che permetta di sviluppare negli studenti un interesse per le materie scientifiche con particolare attenzione alle applicazioni della fisica nucleare sia di tipo ambientale sia medico, nella diagnostica e radioterapia come contributo alla diagnosi e cura di importanti malattie, e nelle scienze fisiche più in generale. A loro volta gli insegnanti devono essere opportunamente e correttamente formati su tali tematiche.

Durante i quattro giorni che verranno trascorsi alla Zamboni i venti studenti selezionati tra tutte le scuole che aderiscono al progetto a livello nazionale avranno modo di ampliare le loro conoscenze su metodi di misura della radioattività diversi da quelli che utilizzano durante il progetto presso la propria scuola, avere incontri con esperti di geologia per approfondire le origini della radioattività naturale, presentazioni su dati di misura della radioattività condotte nelle zone di Milano e Macugnaga a seguito dell’evento di Fukushima oltre a legami con la letteratura italiana con testi scritti da Primo Levi, Fenoglio, Cognetti riguardanti la montagna.

L’attività avrà carattere sperimentale e molte attività saranno condotte sul campo. Inoltre sarà un’occasione in cui ragazzi condivideranno con gli altri studenti i risultati e le esperienze che hanno ottenuto e realizzato presso le rispettive scuole, così come per gli insegnati che li accompagnano sarà un momento di riflessione sui temi trattati e su come declinarli nei loro programmi scolastici con la possibilità di implementare presso la propria scuola quanto vivono e sperimentano durante la Summer School».

Walter Bettoni
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