Risuoneranno le campane del Santuario del Croppo di Ceppo Morelli per la festa patronale 

CEPPO MORELLI -

Torna l’autunno metereologico e torna la festa patronale della frazione Croppo di Ceppo Morelli con il suo piccolo Santuario dove si venera la statua di Maria Bambina. Santuario in Comune di Ceppo Morelli ma sotto la parrocchia di Vanzone infatti sarà don Giorgio Andreotti a celebrare domenica 2 settembre alle ore 15, la S. Messa seguita dalla tradizionale processione con l’urna di Maria Bambina preceduta dalla Banda Musicale di Ceppo Morelli.

Per l’occasione si rinnoverà il rito del suono manuale delle campane. Sarà ancora una volta Giacomo Sandretti, classe 1943 che salirà tra le strette scale fino alla cima del campanile. Quassù sistemerà catenelle, leveraggio e campane per poi battere con mosse decise e ritmate sulla "tastiera" fatta di semplici legni. Giacomo Sandretti dice: «Qui sono possibili poche sonate per campane poiché nel campanile ce ne sono soltanto tre. Io mi limito ad una sonata classica e ad una più elaborata. Suono per mantenere una storica tradizione e lo faccio solo in occasione della festa del nostro piccolo paese, la prima domenica di settembre. Con me sul campanile salirà anche mio figlio Alain che è già in grado di suonare in maniera autonoma le campane del Santuario».

Sottostante al Santuario sarà possibile scendere ad ammirare la Cripta secolare, conosciuta come "La Capéla dla pòsa" recentemente restaurata grazie alla volontà degli abitanti della frazione Croppo. Alcuni pannelli ne raccontano la storia, uno spaccato di vita anzaschina anteriore al 1433, anno di istituzione della parrocchia di Vanzone. Prima di allora, i morti venivano portati fino al cimitero cristiano di Pietrasanta, l’attuale Pieve Vergonte, per una degna sepoltura pertanto questo luogo veniva utilizzato come obitorio di transito per i cortei funebri provenienti dai paesi siti a monte. Le salme, con molto rispetto, venivano poste in questa cappella sotterranea, perciò detta "La Capéla dla pòsa" mentre i portantini e il resto del corteo si rifocillavano nella vicina casa che allora era osteria.

 

 

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