Si è parlato di ludopatia alla Soms con l'incontro organizzato dall'associazione Liberalis istitutio

DOMODOSSOLA -

Oltre una trentina di persone, molto interessate e con le quali si è creato un vero e proprio dibattito, hanno partecipato venerdì, all'incontro dedicato alla ludopatia organizzato presso la Soms domese dall'associazione Liberalis istitutio. I due relatori, la dottoressa Chiara Crosa Lenz del Serd dell'Asl VCO ed il dottor Mauro Croce, psicologo, hanno infatti parlato, incalzati dalle domande di Antonio Ciurleo, del fenomeno della ludopatia, alla luce anche della entrata in vigore della recente legge regionale numero 9, che chiude le slot macchine nei pressi di obiettivi sensibili.

Un incontro, quello di ieri sera, che ha colto l'occasione per spiegare il fenomeno della ludopatia, una vera e propria piaga sociale che crea dipendenza al pari delle droghe o dell'alcool, iniziato con un breve "test di autovalutazione" elaborato dai Giocatori anonimi per far capire ai presenti di non sottovalutare determinati segnali e di chiedere aiuto.

Croce, in particolare, ha illustrato diversi aspetti della legge regionale, chiarendo alcuni punti. «Le slot vicine ad obiettivi sensibili, ben definiti dalla legge, ovvero a meno di 300 o 500 metri seguendo il percorso pedonale più breve, devono essere chiuse. Quelle che rimangono aperte, ad esempio nelle sale giochi, vanno regolamentate con appositi orari di chiusura di almeno 3 ore sulla durata totale di apertura del locale, attraverso ordinanza comunale».

Un problema, quello del gioco d'azzardo, iniziato in Italia negli anni '90, quando cioè si è passati da un legge molto ferrea (solo 4 casinò sul territorio nazionale),ad una liberalizzazione, senza che questa portasse ad una stigmatizzazione sociale. Il gioco, oggi, in Italia è ovunque, con un giro di affari di 98 miliardi di euro, di poco inferiore al costo totale della sanità italiana (anche se poco redditizio per lo stato): scommesse, slot machine, vlt, gratta e vinci, lotto, Superenalotto e lotterie istantanee sono infatti dappertutto, pubblicizzate anche in televisione nel mezzo delle partite. Non per niente il nostro stato è il quarto paese mondiale per gioco d'azzardo, dopo Usa, Cina e Giappone.

Luca Ciurleo
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