Tantissima gente al Galletti per un 'Vco lombardo'. Gallo: "Battere il ferro finchè è caldo"

DOMO0DOSSOLA -

Ieri 13 cm, sul palco del teatro Galletti di Domodossola, c’erano i primi promotori delle raccolte firme per chiedere il referendum riguardante il passaggio in Lombardia della provincia del VCO e di quella di Novara; c’erano, infatti, l’on. Zanetta e il consigliere provinciale Spadone.

Nella sala strapiena, come ha scritto l’unica testata che ha riportato l’evento, c’erano anche le diverse anime del movimento nato da non molto tempo e che a mio avviso vanno valorizzate considerando dispersivo inseguire partiti e movimenti soprattutto in questo periodo che precede le elezioni politiche che si terranno all’inizio del prossimo anno, mentre occorre concentrarsi a richiamare l’attenzione della gente, che in gran parte nemmeno va a votare, e raccogliere quante più firme è possibile anche sopra le 5.000 previste.

La presenza della gente ieri sera in concomitanza con altre iniziative, in primis la partita Italia Svezia seguitissima, è un fatto davvero straordinario cui gran parte dell’informazione locale ha scelto di mettere la sordina. Vedremo anche con questo comunicato.

Pertanto come movimento occorre battere il ferro adesso che è caldo senza aspettarsi aiuti da gran parte degli organi d’informazione che sono spesso attenti solo alle posizioni del potere dominante.

Interessante anche la presenza dell’on. Rosso che condivide questa nostra iniziativa e avanza, insieme con altri, la proposta di autonomia della regione Piemonte in analogia a quanto già fatto in Veneto e in Lombardia o in altre regioni.

Iniziativa che reputo importante e in piena sintonia con la nostra iniziativa, perché consentirebbe al Piemonte di mantenere maggiori risorse sul proprio territorio e, consentire a essa di fornire una parte del maltolto dei cosiddetti canoni idrici alla nostra provincia. Le raccolte firme da parte del Popolo sono importanti anche per fare pressione sul governo regionale e rappresentare una subordinata anche se, a mio avviso solo temporaneo, rispetto al passaggio del VCO alla Lombardia.

Ci battiamo per avere più risorse per questo territorio al quale le risorse sono “rubate”, come, con la restituzione di grande parte dei canoni idrici, che è riconosciuta a zone simili alle nostre in Veneto e Lombardia, per garantire maggiori servizi che diminuiscono sempre più nel VCO e incidono notevolmente sullo spopolamento della montagna con le note conseguenze negative per tutti.

Ci battiamo perché la nostra provincia che è assolutamente tripolare, sia veramente autonoma ma anche federale a garanzia di ogni singola zona. Ci battiamo perché per questa nostra specificità sia cancellato l’ipotesi dell’ospedale unico che, oltre a rappresentare un notevole spreco di risorse con un costo che graverebbe per almeno venticinque anni sulla gestione con risorse notevolmente superiori a quelle oggi dedicate al Castelli, al Madonna del Popolo e al San Biagio, non garantirebbe nel modo più assoluto l’urgenza e l’emergenza per gran parte del nostro territorio montano. Ci battiamo per il mantenimento e il miglioramento dei tre presidi.

La raccolta di firme insieme con altre iniziative parallele, ci consentirà di integrare questo nostro progetto di problematiche importanti che andranno arricchite e che in massima parte sono state elencate.

Un aspetto importante da sottolineare è che su questo tema, tra il nord e il sud del VCO, particolarmente tra Verbania e Domodossola, vi è una sintonia.

Presidente gruppo FB SOS Ossola Cusio Verbano già presidente USSL 56 Ossola Bernardino Gallo

Comunicato Stampa
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