Teresa Saglio, una vita spesa con l’Africa

ORNAVASSO -

Verrà ricordata sabato 15 settembre 2018 a Ornavasso Maria Teresa Saglio, la missionaria laica  morta in Tanzania la scorsa primavera dopo una vita spesa in Africa al  servizio  dei  malati e dei  più bisognosi. Alle ore 16,00, nella sala cinema teatro, verranno presentati testimonianze, racconti e ricordi della sua vita in Africa. Saranno presenti medici e operatori Cuamm (l’ong con cui lavorava Teresa) e tutta la comunità di Ornavasso. Alle 18.00 nella Chiesa del Convento è in programma una Santa Messa in memoria di Teresa celebrata da don Roberto Sogni, parroco di Ornavasso, e da don Dante Carraro, sacerdote Cuamm. Maria Teresa Saglio aveva 91 anni; i funerali si svolti giovedì 8 marzo 2018 a Tosamaganga, un villaggio a 1.500 m nella steppa degli altipiani dell’Africa centrale.

Quando il 2 giugno 2004 le fu conferito il titolo di Cavaliere della Repubblica all’ambasciata italiana di Dar Es Salaam, capitale della Tanzania, disse: “Per me è stato un privilegio poter vivere in Africa tutti  questi anni e non capisco perché mi debbano  dare una medaglia”. E’ questa  semplicità e umiltà associata alla tenacia tipica  della gente di  montagna che fanno da denominatore a  tutta la  vita di “Teresa”, come era conosciuta a Ornavasso e sugli altopiani africani. Nata e cresciuta a Ornavasso, profondamente radicata nella propria famiglia e  nella vita sociale e religiosa   della comunità locale ossolana  anche durante la guerra di liberazione,  Teresa  aveva iniziato a lavorare come  operaia  nell’immediato dopoguerra  nelle  fabbriche che  in quegli anni hanno portato lo sviluppo economico nella  zona  del  Cusio e  della  bassa Ossola. Licenziata  per aver partecipato ad uno sciopero nel 1964, le si era presentata l’occasione di lavorare all’ospedale di Omegna come infermiera generica.

Nel 1970, dopo un periodo passato in Inghilterra  per  imparare  l’inglese, era partita per l’Uganda con il Cuamm di Padova (Collegio Universitario Aspiranti Medici Missionari) e, dopo un'altra  esperienza in Kenya e  un periodo in Italia  per acquisire il diploma di infermiera professionale  e  di caposala, era arrivata in Tanzania  nel 1978. Da  allora  è sempre rimasta  in questo Paese vivendo  tutti i vari momenti che ne  hanno caratterizzato la  storia  in questi ultimi anni.

Teresa , dalla  fine  degli anni ‘70  ai primi anni ’90, aveva lavorato  come  infermiera occupandosi  soprattutto  dei  bambini  malnutriti dapprima  a Masasi, nel sud della Tanzania,  e poi a Tosamaganga dove era oramai di casa dal 1982.

Oltre a essere punto di  riferimento per tutti i volontari che  passavano nella  zona  a cui “spiegava” l’Africa, Teresa era anche punto  di  riferimento per la  gente dei villaggi  vicini, pronta a rispondere ad ogni difficoltà. La sua  attenzione  rimaneva  però sempre  rivolta  maggiormente ai bambini e  al  loro  futuro. Erano 380 i bambini delle scuole elementari che ricevevano prima  dell’inizio dell’anno scolastico il necessario (cartella, quaderni, matite, sapone, camicetta e gonna o pantaloni) per  la scuola. Un impegno che oggi, sia il Cuamm che la comunità locale hanno deciso di continuare.

 

 

 

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