Tra Devero e Ciamporino una delle più innovative aree di montagna

Parte da distante per spiegare ‘’come eravamo’’ a San Domenico prima del 2009 e arriva al futuro su come potrebbe essere il comprensorio Devero-Ciamporino-San Domenico perché, dice, ‘’non si vive solo di sci. L’idea è di fare di quest’area, in 10-15 anni, una delle più innovative località di montagna, viva d’inverno e viva d’estate’’.

Inizia così l’intervento di Andrea Malagoni, della San Domenico Ski. Un intervento, di oltre 2 ore per spiegare il progetto, fugare i dubbi, illustrare gli obiettivi. Ad ascoltarlo, una sala strapiena al Foro Boario di Crodo. Non solo professionisti (molti),amministratori (tanti) ma anche la gente che in montagna opera e lavora, e semplici appassionati.

Malagoni ammette la posizione strategica di San Domenico ‘’che ha due aspetti unici: un parco naturale – è da qui che nasce il progetto – e la collocazione geografica: ci si arriva in una , due ore, è al centro di un bacino potenziale di 10 milioni di persone’’. Ricorda che la società è partita nel 2009 nel rilanciare San Domenico. ‘’Non è stata una passeggiata – afferma – siamo stati oggetto di denunce e accuse. Abbiamo ottimizzato e ridotto gli impianti da 7 a 5. L’energia è prodotta da fonti rinnovabili. Creato 100 posti di lavoro e riversato 6 milioni in ricadute sui fornitori locali. Si è passati da 22 mila a 130 mila presenze in inverno, da 25 mila a 115 d’estate’’.  La società (azienda italiana con sede a Varzo ma di proprietà svizzera) sta lavorando ancora: per una nuova cabinovia (da 8 posti) per Ciamporino: accorcerà a 4 minuti il tempi attuali che si aggirano sui 20 minuti.  E’ stato creato un autosilo da 500 posti e anche nuovi hotel. Una frazione che è rinata.

Con decisione non risparmia chi ha criticato un progetto che sta solo nascendo adesso: ‘’Non è un carosello, né un Luna park. Non tocchiamo l’area parco, che nulla ha a che fare col progetto. Non c’è cementificazione, non intaccheremo alpeggi. Né distruggeremo Devero. Non limiteremo le attività che si sono sviluppate in queste zone, ma le valorizzeremo. Basta allarmismi!’’ .

Un progetto di razionalizzazione e ottimizzazione delle due valli limitrofe, nel pieno rispetto dell’ambiente, riducendo al minimo l’impatto ambientale. E' la filosofia spiegata dal manager che parla di un obiettivo: ‘’Puntare su un turismo di permanenza’’.

Il progetto prevede sviluppi in tre aree con nuovi impianti: Devero, San Domenico,-Ciamporino, Teggiolo.

TEGGIOLO. Un impianto da San Domenico all’alpe Campo e una seggiovia sino al Teggiolo, dove sarà necessario anche un rifugio.

SAN DOMENICO. ‘’Qui è quasi tutto realizzato, compreso il recupero di chilometri e chilometri di sentieri e nuovi impianti che hanno permesso a più persone di raggiungere il Cistella, che prima era meta di pochi’’ ricorda Malagoni.

DEVERO. ‘’Cosa faremo di impattante? Nulla – dice -. Non intaccheremo Devero. Anzi, sostituiremo i tre attuali impianti con una sola seggiovia da sei posti utilizzabile ogni periodo dell’anno. Ma anche un impianto a fune di collegamento con Goglio, per valorizzare questa frazione oggi zona solo di passaggio e limitare l’uso della strada che potrà essere utilizzata invece dagli operatori. Il recupero dell’albergo Cervandone, ridotto oggi purtroppo a visione impattante. Infine il collegamento da Bondolero sino all’area adiacente il Cazzola, che interesserà una zona oggi di scarso accesso. L’impianto sarà  praticamente nascosto in una valle’.

Poi, la considerazione finale: ‘’Non sarà però un bagno di sangue. Abbiamo bisogno di certezze per partire, siamo aperti al contributo di tutti. Ma se la cosa non trova consensi, faremo un passo  indietro. Ma ribadisco: gli allarmismi di queste settimane sono stati eccessivi’’.

Renato Balducci
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