Ventiquattro anni fa la tragedia della galleria di Olgia

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I frontalieri ricordano tre giovani amici, morti tragicamente nella galleria di Olgia. Il dramma si consumò l' 11 novembre di ventiquattro anni fa quando un grosso masso che si staccò dalla galleria di Olgia e che colpì in pieno la macchina con a bordo Diego, Alberto e Catherine. Una tragedia che i frontalieri non dimenticano perchè il ricordo degli amici scomparsi è un dovere verso chi è rimasto.

L'11 novembre del 1993 un evento nefasto, senza precedenti, colpisce la Valle Vigezzo. Sono le 17.30 del pomeriggio e la strada delle Centovalli è percorsa da centinaia di lavoratori che fanno ritorno in Ossola dopo la giornata di lavoro in Canton Ticino. Tra loro vi è anche Alberto Bergamaschi, 30 anni, di Malesco. La sua auto ha  da poco superato il confine di Camedo ed ha percorso solo un chilometro della tortuosa statale 337 quando viene colpita in pieno da un grosso masso che si stacca dalla galleria di Olgia. Il pesante macigno non lascia scampo ad Alberto. Con lui, perdono la vita nella più sconvolgente delle fatalità anche la fidanzata Catherine Zurbriggen, 24 anni, che gli siede accanto e il fratello Diego, 38 anni, sposato e con due bambini in tenera età, che era seduto sul sedile posteriore. Si parlò subito di tragedia annunciata. La pericolosità del versante instabile da cui s'è staccato il sasso era nota da tempo e il crollo, secondo tutti, era prevedibile: una spada di Damocle che pendeva sul capo delle migliaia di frontalieri in transito quotidianamente lungo quel tratto di strada. (Tratto da: "Frontalieri in strada. 1993-2013. Vent'anni di sassi, ghiaccio e tanta burocrazia", Marco De Ambrosis, Ultravox Edizioni, 2013)

"Sabato 11 novembre alle 18 nella chiesa parrocchiale di Malesco sarà celebrata una messa a suffragio" rende noto il Coordinatore dei frontalieri del VCO, Antonio Locatelli.

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