Ambiente e clima: da Onu e G7 spinta a procedere

Roma -

E' stata la settimana globale dell'ambiente, quella appena trascorsa. Rimbalzata tra il Palazzo di Vetro di New York, dove si è celebrata la Giornata Mondiale dell'Ambiente e la Conferenza Globale sugli Oceani alle quali ho avuto l'onore di partecipare, e Bologna dove si è tenuto il G7 sull'Ambiente. 

In entrambe le circostanze, un dato chiaro: l'isolamento delle posizioni degli Stati Uniti, ma contemporaneamente la volontà di mantenere aperto il filo dei dialogo diplomatico per non spezzare un accordo importante. Il G7 di Bologna sarebbe potuto essere il luogo dove si sanciva l'incomunicabilità tra USA e resto del mondo, e invece si è riusciti a tenere insieme le singole posizioni. La cosa importante è che sia stato ribadito da sei dei sette grandi (USA esclusi) che l'accordo di Parigi sul clima  è irreversibile, non negoziabile ed è l'unico strumento possibile per combattere i cambiamenti climatici. Il delegato americano,   Scott Pruitt, ha lasciato Bologna subito dopo l’apertura del vertice, affidando le sue conclusioni a un comunicato stampa in cui ribadisce la posizione degli Stati Uniti: “Parigi non è la sola strada per fare progressi” e “per raggiungere il consenso abbiamo riavviato il dialogo sul clima secondo le nuove priorità dell’Amministrazione Trump e le aspettative degli americani”. Insomma, un piede dentro e uno fuori. Meglio che una porta sbattuta. Motivo in più per insistere sulla posizione. Il G7 Ambiente di Bologna si è chiuso con un documento finale di 15 pagine (si apre con l'agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile) con 11 obiettivi da raggiungere sui temi affrontati nella due giorni del vertice internazionale.  

Contemporaneamente, alle Nazioni Unite eravamo al lavoro sulla Conferenza Globale sugli Oceani, nella quale sono sfilati una serie di governi degli stati del Pacifico in particolare che hanno dimostrato sul campo tutte le loro preoccupazioni sul futuro. "Se continua così -ha detto un delegato delle Isole Tonga- tra dieci anni il nostro Stato non esisterà più, sommerso dal mare. E a quel punto verremo tutti a casa vostra". Il tema delle migrazioni climatiche, visto dall'interno, è ben distante dalla logica salottiera e convegnistica. Quando parli con un delegato di una nazione che rischia seriamente la scomparsa, capisci e tocchi con mano l'esigenza di dover intervenire. E che il cinismo di chi liquida questi fatti come insignificanti e riferiti a poche persone (la Repubblica di Palau, in Micronesia, ha una popolazione uguale alla città di Domodossola) non può essere il metro di giudizio della nostra generazione. Molto interessante anche il lavoro condotto dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, al quale abbiamo assistito, dedicato al tema dell'acqua e dei rapporti transfrontalieri, con i lavori cooordinati dal presidente della Bolivia, Evo Morales, e dal segretario generale dell'ONU, Antonio Gutierres. Nel mondo sono 960 i bacini idrici a cavallo tra due o più nazioni, e la regolazione dell'acqua tra stati di monte e stati di valle è spesso motivo di conflitti, e in alcuni casi anche di guerre. Ne ho ricavato la netta sensazione che questa sarà la tensione del secolo,e che il tema della regolazione e del pagamento dei servizi ecosistemici che stiamo introducendo nella legislazione italiana sarà l'unica strada per la prevenzione di tensioni e per il mantenimento della pace, sia tra le nazioni che all'interno di esse.

 

Legge elettorale: i cavalli "rompono"

Mentre ero in missione a New York, i pianeti della riforma elettorale che sembravano essersi allineati, si sono nuovamente disassati. Sembrava una gara di trotto ben impostata, poi improvvisamente (al terzo voto segreto) qualche cavallo ha "rotto" e iniziato a galoppare, portando la riforma della legge elettorale sul binario morto. Ancora una volta, come in altre occasioni (è ancora viva la vicenda delle unioni civili al Senato),il Movimento 5 Stelle non ha saputo mantenere la linea di assunzione di responsabilità, e attraversato e spaccato da tensioni interne tra neo-governisti e ortodossi ha trovato come unico fattore coagulante quello di sfilarsi dall'intesa con un emendamento sul voto elettorale del Trentino Alto Adige. a questo punto -anche alla luce dell'esito del primo turno delle amministrative di domenica- servono lucidità, nervi saldi e capacità di far decantare le acque. A mio avviso la riforma della legge elettorale non va archiviata, ma va ripresa definendo con precisione una linea di indirizzo nel perimetro della maggioranza di governo, per poi aprirsi a quelle forze politiche di opposizione responsabili dell'opposizione (Lega, Forza Italia) in grado di mantenere impegni politici quando vengono assunti. Il che vale anche come linea di indirizzo per il futuro del Pd: da soli non si va da nessuna parte, e per trovare compattezza sulle nostre politiche dobbiamo recuperare una capacità di inclusività che in passato è stata la chiave delle affermazioni del centrosinistra.

 

Migranti: impegni rispettati e furbizie opportunistiche

il tema migranti resta una delle partite calde della politica internazionale, nazionale e locale. Questa settimana vorrei fare sul tema due riflessioni. La prima: si è molto ironizzato, nei mesi scorsi, su una presunta impreparazione dell'Italia cui avrebbe fatto da contrappunto l'efficienza della Svizzera. Bene, questa settimana si è tenuto un incontro tra il ministro dell'interno italiano, Marco Minniti, e il suo omologo elvetico, Simonetta Sommaruga.   La Consigliera federale Simonetta Sommaruga ha ricordato che in pratica l'Italia si trova ad affrontare quasi da sola la difficile situazione nel Mediterraneo centrale e che sovente opera ai limiti delle proprie capacità. Per questo motivo ha ringraziato Roma per il grande impegno profuso e ha rilevato come nonostante il grande numero di sbarchi tutti i migranti approdati siano registrati e alloggiati. Cosa che non capitava fino a poco tempo fa.  Al contempo Sommaruga ha ribadito la disponibilità della Svizzera a portare avanti azioni congiunte, anche in vista di stabilizzare la situazione in Libia. Berna s'impegna - in cooperazione con l'Italia, altri cinque Paesi europei e due Stati nordafricani - anche nel gruppo di contatto Mediterraneo, riunitosi per la prima volta in marzo. Insomma, un deciso riconoscimento all'Italia e un impegno della Svizzera sul campo, che sono le premesse anche per evitare la situazione incresciosa dei rimpatri di cui la stazione internazionale di Domodossola è stata -suo malgrado- teatro nei mesi scorsi. La seconda, più locale: il Ministero dell'Interno ha finanziato la trasformazione del centro di assistenza straordinaria migranti di Vogogna in SPRAR, ovvero in servizio destinato ai migranti che hanno ottenuto lo status di rifugiato internazionale. E' un impegno che ci eravamo presi con la nostra comunità, all'indomani del blitz del 31 maggio 2016 che recapitò con solerzia prefettizia e malizia politica 24 migranti a Vogogna smentendo dichiarazioni e impegni diversi. Di fronte a quella scorrettezza, avremmo potuto fare appello alle furbizie opportunistiche di chi pensa che il problema migranti sia semplicemente aggirabile "scaricandoli" nell'orto dei vicini di casa, o risolvibile con fumosi, generici e banali appelli della serie "aiutiamoli a casa loro". Abbiamo lavorato su due fronti: chiedendo una modifica della norma nazionale, per rendere i Sindaci più protagonisti, e questo è avvenuto con il decreto Minniti che ha mandato in soffitta l'ignavia maroniana e alfaniana. E poi chiedendo la conversione del CAS in SPRAR, attivando una cooperazione intercomunale con altri comuni della bassa Ossola. Risultato: bando vinto, esperienza che partirà dal 1 luglio, possibilità di occupazione per giovani ossolani e iniziative di integrazione per dimostrare che i problemi vanno risolti sul campo e non enfatizzati ad uso elettorale. E' la scommessa -la nostra- di chi vuole  dimostrare sul campo che l'Ossola non è soltanto la caccia alle streghe, l'alimentazione delle paure e la demagogia dentro il clima da nuovo maccartismo che la destra alimenta quotidianamente, ma esiste una politica che non si volta dall'altra parte nè scarica i problemi nell'orto del vicino per bearsi della propria supponente e artificiosa virtù identitaria, ma che affronta i problemi e cerca di risolverli sul serio.

 

Buona settimana a tutti,

 

Enrico 

 

Enrico Borghi
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