Cirio: ''Siamo qui a parlare di ospedale perché in 5 anni nulla è stato fatto''

Mergozzo -

‘’Avevo promesso che saremmo venuti ad ascoltare il punto di vista del territorio sulla futura programmazione sanitaria del VCO e oggi siamo qui per mantenere la parola data. La Regione non si sottrarrà alla responsabilità di una scelta, ma deciderà solo dopo essersi confrontata con chi vive e amministra questa provincia ogni giorno. Con un solo obiettivo: garantire il miglior servizio possibile ai cittadini del Verbano Cusio Ossola su quello che è il primo diritto per ognuno di noi, la salute”. Queste le parole del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio a Mergozzo. Intervenuto con l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi. Circa 70 gli amministratori che hanno affollato  la sala.

‘’Se guardassimo alla popolazione e ai parametri di legge nel VCO ci sarebbero le condizioni solo per mezzo ospedale. – afferma l’assessore Icardi - . I criteri però vanno forse ripensati, se per rispettarli rischiamo di lasciare la gente sulle barelle dei Pronto soccorso, senza i letti per ricoverarle. Il compito che ci attende è arduo, prenderemo una decisione ma prima di farlo torneremo a presentarvi il progetto pensato per questo territorio. Non si può pensare di dover fare due ore di macchina per arrivare a un ospedale. Che la soluzione sia l’ospedale unico, il mantenimento dei due ospedali o una terza soluzione lo vedremo. Abbiamo individuato anche una nuova strada di finanziamento che sarebbe completamente a carico dell’INAIL, con una possibilità di eventuale riscatto dell’immobile di cui stiamo ancora discutendo. Il privato oggi è per noi lo strumento per tutelare l’accesso equo e indifferenziato alla sanità pubblica”.

Siamo qui perché dal 2015 a oggi su questa vicenda nulla è stato fatto ha sottolineato il presidente Cirio - altrimenti se l’ospedale unico fosse stato già realizzato non saremmo qui a discuterne. Ci prendiamo 90 giorni per una decisione finale che sarà l’epilogo di un percorso di valutazione tecnica e di confronto con il territorio, per dignità e rispetto di chi vive le problematiche di questa terra.La Regione ha il dovere di decidere e lo farà, ma solo dopo aver ascoltato.  Entro l’11 ottobre, dopo tutti i passaggi di legge con il Consiglio regionale, approveremo la delibera in Giunta. In questi tre mesi, dopo aver incontrato i sindaci che sono per noi il primo avamposto sul territorio, ci confronteremo con le categorie produttive e i sindacati del mondo medico-sanitario. Utilizzeremo queste settimane anche per incontri più mirati e tecnici in loco. E alla fine ci ritroveremo nuovamente qui per comunicare, prima di assumerla, la decisione che la Regione prenderà. È finito il tempo in cui in un ufficio di Torino si definiva il futuro delle nostre province. Oggi sono finalmente i territori a decidere il loro destino”. 

Renato Balducci
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